Come seduttore e fascinatore letterario – scrive Alfonso Berardinalli -, Manganelli ha fatto strage. I suoi cultori, fan, adoratori e devoti sono schiere. La sua prossimità al Gruppo 63 o neoavanguardia italiana però non gli ha giovato. Altro che avanguardista o sperimentalista: Manganelli, come innovatore, è un conservatore”.

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Si segnale “Non sparate sul recensore”di Giorgio Manganelli, pref. e cura di Lietta Manganelli, Nino Aragno editore, Torino, pagg. XII +706, € 35

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