A che cosa serve il punto e virgola? Quando è nato? Il volume ricostruisce la storia del punto e virgola, dalle sue prime apparizioni alla nascita ufficiale, sancita dalla pubblicazione del De Aetna di Pietro Bembo (1496) da parte dell’editore veneziano Aldo Manuzio, seguendone l’evoluzione nel corso del tempo attraverso le descrizioni presenti nei trattati linguistici e l’uso letterario. A lungo il punto e virgola è stato caratterizzato da uno statuto incerto e le sue funzioni si sono sovrapposte a quelle della virgola, del punto e dei due punti. Mentre alcuni usi si sono mantenuti costanti nel corso del tempo, altri sono scomparsi o sopravvivono in scritture volutamente ricercate, altri ancora sono un prodotto tipicamente novecentesco e si intrecciano fortemente con una visione della punteggiatura di tipo comunicativo-testuale. Attraverso numerose esemplificazioni di testi di scrittori italiani dall’Ottocento a oggi, vengono illustrate le diverse possibilità d’uso del segno, analizzate in base alla funzione rivestita (enumerare, argomentare e isolare). Chiudono il libro alcune riflessioni sul ruolo del punto e virgola nella lingua italiana di oggi, evidenziando come la sua fama di segno “difficile” lo renda oggetto di reazioni di istintiva simpatia o al contrario di diffidenza, quando non di aperta ostilità.

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