Il Mediterraneo in barca


consigliato


Autore: Georges Simenon; editore: Adelphi; pagine: 189

Il mediterraneo è…

Più che un incipit è un mantra!  Simenon nel primo capitolo del libro “Mediterraneo in barca” (Adelphi 2019) è in cerca di motivazioni per capire o farci capire cosa aspettarci dal suo reportage.

L’inizio è preoccupante, per chi ama questo scrittore, inizialmente si affaccia una leggera retorica e siamo ancora sulla terra ferma!! L’arrivo della goletta con l’equipaggio proveniente dall’Isola D’Elba, nell’Isola di Parquerolles dove si trova il nostro autore, segna un simbolico passaggio di testimone e l’inizio della narrazione del viaggio “alla Simenon”. Se amate i racconti di viaggio con dovizia di particolari sui luoghi resterete delusi ma l’autore lo afferma con onestà e chiarezza:

“ho giurato di non scrivere mai per quelli che già sanno. Uno scrittore va in America. Torna e scrive un libro sull’America. Probabilmente ci aspettiamo che cercherà di darci una sua idea del paese che ha visitato. Macchè! Generalmente chi torna dall’America scrive un libro per quelli che ci sono andati prima di lui. Non sa resistere alle allusioni che possono essere colte solo dagli iniziati”.

La narrazione in questo libro produce lampi di luce, descrizioni di una umanità varia che vive nel mare o al servizio di esso, tutto condito da brevi meditazioni e riflessioni ironiche. La lettura corre veloce anche quando la navigazione langue in interminabili bonacce. Una goletta negli anni trenta, senza motori, è schiava di Eolo, i marinai interrogati dall’autore, millantano l’arrivo dei venti e sono descritti con arguzia. Vivere in una goletta spartana senza cabine dormendo su amache mette a dura prova il nostro “mentore”, il quale presto comprende che per le autorità quella goletta è  una imbarcazione “di straccioni” che nei porti viene relegata negli angoli più nascosti con la disponibilità di servizi approssimativi.

Nel volume i riferimenti ai luoghi non sono mai l’ingrediente principale del viaggio ma sono lo sfondo di incontri con strani personaggi descritti con precisione: “La banda dei cugini dei marinai” che invadono in in un porto all’Elba, la goletta prestando ogni tipo di servizio vengono descritti con divertito stupore dall’autore.).

Il viaggio è interminabile, per mancanza di vento verso la Sicilia, con il desiderio non realizzato di vedere lo Stromboli. Siracusa e i suoi abitanti che godono il fresco nella fontana “dei papiri” (L’Aretusa). Malta dove in cerca di compagnia femminile si ritrova a spendere soldi per offrire da bere alle donne che lavorano nei locali senza raggiungere l’obbiettivo sperato. Simenon ha dichiarato in una biografia di aver avuto quasi diecimila donne, per questi traguardi l’amore mercenario diventa fondamentale, ed ecco che in Tunisia viene proposto un utile saggio sul tema per i viaggiatori di quei tempi. Si scopre anche che Hammamet era famosa non per le bellissime spiagge deserte ma per ben altri motivi… Quei luoghi oggi, purtroppo, non sono più cosi, sono stati stravolti dall’industria del turismo come in molte altre parti del Mediterraneo ed il libro anche grazie alle fotografie di Simenon, costituisce in tal senso importante memoria storica.

Il mediterraneo è… tante cose, ricordi e storie ma sicuramente non è più quello di quei tempi. La forza dello scrittore è questa: consegnarci una storia che non è cronaca né reportage. “Il Mediterraneo in barca” è comunque un racconto di persone e luoghi che possiamo davvero vedere solo con gli occhi di un grande scrittore come George Simenon.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.