La sinistra costituzionale di Craxi (parte 3)

Eppure si sbaglierebbe a pensare che questa enfasi sul ruolo centrale dell’impresa e del mercato faccia di Craxi l’antesignano del neoliberismo in Italia. Né pare corretto individuare in Craxi l’ispiratore della svolta neoliberista del partito laburista di Blair[1]

L’accento è sulla produzione della ricchezza, ma l’obiettivo è quello di avere sempre maggiori strumenti per poter perseguire il fine di una maggiore giustizia sociale. 

A Milano nel 1984 chiarisce il suo punto di vista: «l’esperienza ha dimostrato che quando stagna l’economia ristagna anche la giustizia; i riequilibri sociali non si fanno con le casse vuote; senza l’appoggio di una economia in espansione non si fanno le riforme, soprattutto quelle che costano. Quando è ferma l’economia le lotte sociali si fanno più aspre e la difesa dell’esistente diviene più dura e più cocciuta, anche quando alla sua base c’è l’ingiustizia; mentre noi sappiamo che migliorare le condizioni della giustizia e quindi dell’uguaglianza è il nostro primo e fondamentale dovere. Sono queste esigenze e queste esperienze che ci inducono in ogni occasione a sollecitare lo sviluppo economico e dare ad esso il più sincero e convinto appoggio…