“Lo studente che sfidò il papa. Inquisizione e supplizio di Pomponio de Algerio” di Umberto Vincenti

Una storia drammatica – tra Padova, Venezia e Roma, nel cuore del Cinquecento – di uno studente eretico che, probabilmente per primo, non si piega al volere del Papa creatore dell’Inquisizione romana: il contributo di una grande università italiana e dei suoi scolari per l’affermazione della libertà di pensiero. Prima di Giordano Bruno, nel 1555, Pomponio de Algerio, anch’egli nolano e studente dell’Università di Padova, viene processato presso il Tribunale locale dell’Inquisizione perché sospettato di essere protestante. A nulla gli valse l’appello ai giudici per il rispetto della particolare libertas di cui godevano gli studenti a Padova. Grida più e più volte che il Papa è l’anticristo e i vescovi e i cardinali un’accolita di ladri e corrotti. Papa Paolo IV fa tutto ciò che è in suo potere per averlo dinanzi a sé, a Roma. Condannato a morte per eresia, Pomponio verrà arso vivo a Piazza Navona nel 1556.