“Il futuro della cucina italiana. Visioni e prospettive per il rilancio post-Covid”

Lo scorso 27 ottobre Stroncature ha ospitato il dibattito “Il futuro della cucina italiana. Visioni e prospettive per il rilancio post-Covid” con Vincenzo Pascale, docente presso la Long Island University, Gianfranco Sorrentino, Presidente di Gruppo Italiano, tra i più noti ristoratori di New York con i suoi “Café’ des Artist”, “Il Gattopardo” e “Mozzarella & Vino”, Marianna Vitale e Stefano Masanti.

Marianna Vitale. Classe 1980. Nata a Napoli, cresciuta a Porta Capuana. Marianna si è laureata summa cum laude nel 2004 in lingua e letteratura spagnola con una tesi sul mito del “Convitato di Pietra”.
Votata religiosamente al culto del cibo, nel maggio 2009 ha aperto Sud Ristorante con Pino Esposito a Quarto Flegreo, in provincia di Napoli.

Cucinare in un ristorante, il proprio, è fatica, tenacia, scommessa costante, e questo fatto è più tangibile quando si decide di avviare un’oasi nel deserto, ma con imprevedibile rapidità Sud è diventato un’affidabile compagine dello scenario gastronomico italiano: dal 2010, Marianna Vitale e Sud Ristorante vantano l’assegnazione di numerosi premi e riconoscimenti nazionali.

Nel 2011 Marianna riceve il premio “chef emergente” de Il Sole 24 Ore.

Dal 2012 Sud Ristorante è insignito di una stella Michelin.

Marianna è miglior cuoca d’Italia per le guide ai ristoranti de L’Espresso e di Identità Golose per l’anno 2015. Nello stesso anno l’impepata di Marianna è piatto dell’anno per Il Mattino di Napoli.

Nel marzo 2017 Marianna riceve il premio Identità Donna di Identità Golose.

Marianna riceve il premio Lydia Cottone “Napoli è donna” 2018.

Sud Ristorante è il miglior ristorante italiano per Proposta di Pasta per le guide del Gambero Rosso 2020.

Marianna viene premiata come Chef Donna 2020 dalle Guide Michelin.


Stefano Masanti, classe 1970 è di Madesimo. Il Cantinone è il ristorante di famiglia messo su dai nonni nel 1974, così come l’albergo adiacente, l’Hotel Andossi. In origine la sua passione è rivolta proprio a quest’ultimo. Da giovane studia Hôtellerie, l’arte del ricevere, mentre trascura la cucina, che pure ama, ma di cui conosce ben poco. 

La sua vita professionale sembra dirigersi naturalmente verso la futura direzione dell’albergo di famiglia, quando, a 18 anni, in seguito alla morte del nonno Mario, Stefano si ritrova a gestire un ben avviato ristorante che è anche pizzeria. Da quel giorno inizia a dedicarsi alla cucina in modo serio. 

Ha perfezionato la sua tecnica con esperienze di cucina all’estero e corsi di aggiornamento presso l’Etolie di Sottomarina, l’Ecole Lenôtre e l’Ecole de Cuisine di Alain Ducasse a Parigi. I suoi maestri spirituali sono Ezio Santin, Claudio Sadler e Martin Berasategui. 

Dal 2008 può vantare una Stella Michelin

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