L’ elmo di Scipio. Storie del Risorgimento in uniforme

Il prossimo 30 novembre alle ore 16:00 Stroncature ospita la presentazione dell’ultimo libro di Jacopo Lorenzini “L’elmo di Scipio” (Salerno Editrice, 2020). Con l’autore dialogano Davide Grossi e Carmine Pinto. Per partecipare è necessario iscriversi.

Questo libro è il racconto corale dei sogni, delle illusioni, delle contraddizioni di coloro che parteciparono al Risorgimento indossando un’uniforme. Una storia culturale e politica della professione di ufficiale nell’Ottocento italiano, raccontata attraverso le vite di tre uomini eccezionali. Salvatore Pianell, Enrico Cosenz, Cesare Magnani Ricotti. Tre figli del Secolo, tre borghesi, tre provinciali che attraverso la carriera delle armi diventano piú potenti dei duchi e dei principi che quella carriera avevano sempre considerato cosa propria. Tre percorsi simili eppure profondamente diversi, che si incontrano, si separano e si intrecciano, e attorno ai quali si affollano tanti altri attori di quella straordinaria vicenda politica, culturale e militare che fu il Risorgimento italiano. Amici e nemici, sognatori e grigi esecutori, geni e macellai. Da Giuseppe Garibaldi ai decrepiti generali borbonici che perdono un regno per incapacità e fanatismo. Dai nobili e tetragoni cavalieri della tavola rotonda sabauda che fanno di malavoglia il Grande Piemonte, ai figli dei piccoli borghesi che fanno l’Italia, o almeno ci provano. 

Jacopo Lorenzini (Faenza 1986) ha studiato storia delle istituzioni a Bologna e a Parigi prima di conseguire il dottorato di ricerca in storia contemporanea all’Università di Siena nel gennaio 2016. Dopo il dottorato ha trascorso due anni a Napoli presso l’Istituto Italiano di Studi Storici, studiando il corpo ufficiali del Regno delle Due Sicilie e la sua riconversione postunitaria. Ha pubblicato Uomini e Generali. L’élite militare nell’Italia liberale (1882-1915), e L’Elmo di Scipio. Storie del Risorgimento in armi. Attualmente è ricercatore all’Università di Macerata, dove si occupa della mentalità del corpo ufficiali italiano nell’età della Guerra Fredda.