I giudici della fede. L’Inquisizione romana e i suoi tribunali in età moderna

Di Armando Pepe

I giudici della fede. L’Inquisizione romana e i suoi tribunali in età moderna, pubblicato dalle Edizioni Clori nel 2017 è frutto del lavoro collaborativo di Luca Al Sabbagh, Daniele Santarelli, Herman H. Schwedt e Domizia Weber. Sostanzialmente il tema portante riguarda le diramazioni periferiche dell’Inquisizione romana in Italia centro-settentrionale in pieno Cinquecento: si ripercorrono velocemente le tappe fondamentali della sua storia e geografia, cominciando dall’istituzione della Congregazione del Santo Uffizio da parte di papa Paolo III e il «progressivo affermarsi della linea intransigente» (p. 12). Saggiamente nelle pagine iniziali vengono descritte con dovizia di particolari le competenze dell’Inquisizione, intesa quale organo giurisdizionale, e organizzazione nonché il consolidamento della rete dei tribunali locali, costituenti una rodata rete repressiva. Soltanto «il periodo napoleonico rappresentò una rottura significativa. Alla fine di esso niente più restava della un tempo efficiente e temibile rete dei tribunali dell’Inquisizione romana» (p. 23). Di fondamentale importanza, per chi si occupa di macro o microstoria, sono le cronotassi degli inquisitori, sede per sede, mai raccolte in precedenza in forma così sistematica. Il volume lascia aperte alcune questioni: l’ordine religioso (ma anche l’area geografica) di provenienza degli inquisitori, la loro carriera all’interno della Chiesa, la formazione culturale. È un lavoro scrupoloso che ben si incastra con il Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, fulcro del sito Ereticopedia.

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