Il salto di specie della questione sociale

Crisis at the Capitol

La crisi del 2008-2009 non era il frutto dell’ingordigia delle multinazionali o della ubrisdella finanza globale, ma l’epifenomeno finanziario di una questione sociale che si era gonfiata per decenni, con l’impoverimento (reale o percepito) del ceto medio che per poter mantenere un alto livello di consumi aveva dovuto indebitarsi e per poter comprare casa non poteva fare altro che accedere a mutui subprime. Ora il guaio è che per almeno un decennio, sì è continuato a pensare che le cause della crisi fossero da individuarsi negli eccessi del sistema finanziario e bancario, senza nemmeno accorgersi della presenza di un enorme malcontento sociale che per anni è stato muto, per poi all’improvviso esplodere con il voto a Trump fino ad assaltare le istituzioni repubblicane americane. Solo allora, sulle scale del Congresso si è visto a quali effetti può condurre la speranza che si tramuta in rancore, la paura che si tramuta in rabbia e cioè una questione sociale che fa il salto di specie e si tramuta in questione politica. Eppure, ci sarebbe stato poco da stupirsi, il meccanismo è sempre lo stesso da millenni…

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