Viva il declinismo

Qualche tempo fa, ragionando sul fantomatico secolo asiatico e sulla inevitabile supremazia cinese, si è provato a mettere in fila i fattori che fanno la ricchezza e la povertà delle nazioni (si veda C’era una volta il secolo asiatico e L’equazione dello sviluppo) e provare a capire come stanno le cose. Di questi la Cina non ne ha praticamente nessuno. E per giunta quelli che ha non sono, come dire… abilitanti. Al contrario, questi fattori sono presenti in massimo grado in Europa e negli Stati Uniti. Se così stanno le cose allora perché si continua a ripetere che il futuro di Washington non è altro che quello di gestire in maniera più o meno dignitosa un inevitabile declino? Che il futuro di Pechino è quello di godersi il sol dell’avvenire che le sbatte in fronte senza tramontare mai? Che il futuro delle potenze intermedie è quello di correre ai piedi di Xi Jinping per trovare un posto quanto più vicino possibile al suo cuore?

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