Rassegna della stampa tedesca #15

Quella che segue è la Rassegna della stampa tedesca, curata dalla redazione di Stroncature, su commissione della Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano. La rassegna ha cadenza settimana ed è incentrata sui principali temi del dibattito politico, economico e sociale in Germania.

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Scholz muss sich zur Einwanderung äußern

Scholz deve commentare l’immigrazione

La giornalista Costanze von Buillion sostiene che Scholz debba esprimersi quanto prima riguardo la gestione dell’aumento degli immigrati in Germania. La questione è finora stata trattata dal ministro dell’Interno Nancy Faeser, ora però i disordini hanno raggiunto livelli tali da essere necessaria una nuova strategia e il Cancelliere federale se ne deve assumere la responsabilità. Seguendo le orme del suo predecessore, l’attuale ministro dell’Interno Seehofer ha promesso un aumento dei rimpatri, ma il numero delle deportazioni al momento non accenna a scendere. L’assenza di coordinazione con gli Stati membri europei del Mediterraneo non giova alla causa. Come prima risposta, il Governo a semaforo ha nominato Joachim Stamp come nuovo rappresentante speciale per negoziare gli accordi di rimpatrio, ma non sarà una misura sufficiente per diminuire l’afflusso di migranti. Dal momento che il numero dei migranti è destinato ad aumentare nell’immediato futuro, la Cancelleria dovrebbe agire di conseguenza, elaborando una strategia per garantire il diritto di accoglienza e allo stesso tempo impiegare la nuova manodopera – anche se spesso non qualificata – per accrescere la propria prosperità. Von Buillion ritiene che se il Primo Ministro dimostrasse maggiore interesse per la questione migratoria, gli altri politici seguirebbero il suo esempio e collaborerebbero per arginare la problematica.

Europas Zauderer

I procrastinatori europei

La Germania ha acconsentito all’invio dei carri armati tedeschi Leopard 2A6; tuttavia, molti Stati membri europei intendono fornire per lo più armi inadeguate e obsolete, mettendo a rischio la sorte ucraina. Per quanto riguarda i carri armati, molte capitali europee vorrebbero inviare a Kiev il vecchio modello Leopard 2A4, nonostante solo qualche settimana fa abbiano criticato Berlino per la riluttanza a inviare i propri Leopard più moderni. I ritardi europei nel fornire un’armata di carri armati efficiente per supportare Kiev rivela l’incapacità dei politici di giungere a un accordo in tempi brevi, ma anche l’effettivo esaurimento delle scorte di armi tra gli alleati. Ritardando la consegna dei Leopard, Berlino ha perso l’occasione di svolgere il ruolo di leader europeo nel coordinamento dei sussidi e delle tempistiche. Per poter resistere a una nuova offensiva russa in primavera, l’Ucraina avrà bisogno di armi moderne, non obsolete.

Habeck gegen Habeck

Habeck contro Habeck

Il Ministro federale dell’Economia e della Protezione del Clima Robert Habeck (Verdi) e il suo omologo francese Bruno Le Maire si sono recati alla Casa Bianca lo scorso lunedì per chiedere alcune modifiche all’Inflation Reduction Act (Ira). In particolare, Habeck ha cercato di ottenere delle esenzioni per le imprese europee, nonostante l’Ira possa identificarsi come il programma contro il riscaldamento globale che tutti i protezionisti climatici – e quindi anche i Verdi tedeschi – vorrebbero. Gli ostacoli individuati dagli europei per l’implementazione dell’Ira sono principalmente di carattere economico. Le aziende automobilistiche e di green technology del Vecchio Continente saranno infatti svantaggiate rispetto alle corrispondenti americane e per questo motivo potrebbero dirottare i propri investimenti verso gli Stati Uniti. Tesla e Northvolt l’hanno già fatto. Gli europei chiedono quindi di poter usufruire di una “clausola di eccezione”, come è stato concesso ai Paesi vicini agli Stati Uniti, tra cui il Messico e il Canada. Tuttavia, in passato una possibilità simile era stata presentata dal trattato TTIP, che però è stato affossato. La visita congiunta di Berlino e Parigi ha avuto lo scopo di sensibilizzare Washington sull’urgenza della questione e di mostrare l’unità dei membri europei. In seguito all’incontro, l’Amministrazione Biden ha promesso alcune concessioni sul settore automobilistico elettrico e in quello delle materie prime critiche. Gli europei sperano anche in un compromesso sull’industria dell’idrogeno, ma a questo proposito non è ancora stato specificato alcun dettaglio.

Warum gegen die Pläne für Bayerns größten Windpark der Widerstand wächst

Perché cresce la resistenza contro i piani per il più grande parco eolico della Baviera

Il triangolo chimico bavarese ha urgente bisogno di più elettricità. A tale scopo, il Free State ha ideato un progetto che prevede l’installazione di 40 turbine eoliche nelle foreste di Altoettinger e Burghauser, ma non tutta la comunità è favorevole. Il comune di Emmerting per esempio, non ha ancora dato la propria approvazione al progetto. Trovandosi al centro della zona interessata, il consenso di questa città è cruciale per l’avvio dei lavori. Il sindaco Kammergruber (CSU) giustifica il tentennamento affermando che non ha ancora abbastanza informazioni per prendere una decisione adeguata. A Kastl invece i cittadini hanno applaudito il sindaco Mitterer quando ha annunciato che per il momento non avrebbe sostenuto il parco eolico. Anche il partito AfD si è dichiarato contrario al progetto, nel tentativo di raccogliere maggiore consenso in Baviera. Al momento, solo due comuni si sono dichiarati favorevoli. Il responsabile dell’energia eolica nelle foreste demaniali invece ritiene che le turbine sarebbero estremamente redditizie, poiché ognuna di esse produrrebbe circa 12 milioni di chilowattora nel rispetto della fauna e della flora circostanti. I cittadini potrebbero inoltre partecipare al progetto in qualità di soci o azionisti. Dei circa 5000 ettari presi in considerazione, l’area del progetto comprende tutte le zone protette delle acque, gli habitat floro-faunistici e i corridoi di percorrenza lungo l’Alz. Restano poco più di 1300 ettari, sufficienti per circa 50 turbine eoliche, che, secondo il responsabile delle Foreste demaniali, saranno ancora meno a causa della protezione del biotopo e delle specie. Inoltre, questi 1300 ettari ospitano nove comunità, di cui è necessario il permesso per i lavori. L’industria del triangolo chimico afferma che comprerebbe l’elettricità prodotta dalle turbine “così come viene” poiché vuole ridurre le proprie emissioni di Co2 entro il 2030. Le indagini hanno però dimostrato che le 40 turbine eoliche genererebbero solo un decimo della quantità necessaria.

Eine Katastrophe für die Menschen, eine Chance für Erdoğan

Una catastrofe per il popolo, un’opportunità per Erdoğan

La catena di terremoti che ha colpito le zone confinanti turco-siriane è innanzitutto una tragedia umana. Data la vicinanza alle elezioni del governo, è però anche necessario considerare come questo evento inciderà sulla possibilità di rielezione dell’attuale Presidente turco Recep Tyyip Erdogan. Il capo di Stato che stava conducendo una campagna elettorale molto aggressiva nei confronti dell’opposizione, dopo il terremoto ha subito invocato l’unità nazionale per affrontare la calamità nel minor tempo possibile. In politica estera, i celeri aiuti umanitari da parte della Svezia potrebbero allentare la tensione tra i due paesi. In politica interna invece, i molteplici danni causati dalle scosse contribuiscono a distrarre i cittadini dalle preoccupazioni politiche, come la corruzione e la repressione. Lo Stato, e quindi Erdogan, può fornire ingenti aiuti alle vittime, al contrario dei suoi oppositori che non possiedono i fondi necessari. I nemici di Erdogan quindi possono solo richiamare l’attenzione sulla mancanza di precauzione da parte del governo. Un altro difetto dell’opposizione è la carenza di organizzazione per fare fronte comune contro Erdogan. Un’alleanza di opposizione formata da sei partiti non è nemmeno riuscita a presentare un candidato. Le forze di opposizione inoltre non hanno osato allearsi con il partito curdo HDP. Valutando questi fattori, il Presidente Erdogan potrebbe cercare di sfruttare la catastrofe a proprio vantaggio. Tuttavia, il terremoto potrebbe anche avere l’effetto contrario, ovvero quello di risvegliare la rabbia degli 85milioni di turchi nei confronti dello Stato. La gestione della crisi potrebbe dunque essere un fattore decisivo per il futuro politico della Turchia.

Rückschlag für ICE-Werk-Pläne in Franken

Battuta d’arresto per i piani della fabbrica ICE in Franconia

La Deutsche Bahn ha progettato un’officina di riparazione dei treni ICE prevendendo un investimento da mezzo miliardo di euro e la creazione di almeno 400 nuovi posti di lavoro. Il governo della Media Franconia aveva inizialmente individuato tre località nelle vicinanze di Norimberga come territorio idoneo per il progetto, ma ha poi ritenuto due di esse non idonee alla pianificazione. Il terzo luogo, un ex deposito di munizioni a Feucht, è ancora in lista, ma dovrebbe essere sottoposto a costosi interventi poiché contaminato da sostanze chimiche. Nonostante il grande entusiasmo politico nella campagna per le ferrovie del 2019, in tutte le località vicine a Norimberga si sono verificate numerose proteste civili. Per motivi ecologici, l’amministrazione forestale bavarese ha rifiutato categoricamente di rinunciare alla necessaria foresta demaniale. Sempre più responsabili dubitano del sostegno politico all’impianto ICE in Baviera, e per questo stanno spingendo per spostare il progetto nella regione Baden-Wuerttemberg. Un altro luogo che è stato preso in considerazione è il porto di Norimberga, che però è subito risultato troppo piccolo. Per il momento quindi non è stata presa alcuna decisione definitiva riguardo il luogo di costruzione, ma la bilancia pende dalla parte di Baden-Wuerttemberg per le minori complicazioni per la protezione ambientale.


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Das Misstrauen wächst

La sfiducia cresce

L’episodio del pallone cinese che è stato abbattuto dalle forze americane mentre volava sopra gli Stati Uniti ha riacceso le tensioni tra Washington e Pechino, ma ha anche rinnovato la sfiducia degli europei nei confronti del Dragone. Non è chiara la funzione che doveva svolgere il pallone: Pechino dichiara fosse solo a fini di ricerca meteorologica, Washington invece protende per operazioni di surveillance. Nonostante le critiche, la giornalista ritiene che entrambe le parti abbiano in parte beneficiato dell’incidente. La Cina ora sa come l’America reagisce a questo tipo di violazione, gli USA invece hanno acquisito nuove informazioni riguardo la tecnologia cinese. Dal punto di vista politico però, l’episodio ha raffreddato le relazioni tra le due potenze economiche, tanto che la Casa Bianca ha annullato la visita di Blinken a Pechino prevista per pochi giorni dopo. Gli europei invece hanno avuto l’ulteriore conferma sull’impossibilità di condurre una politica cinese indipendente, fintanto che gli alleati americani saranno in competizione strategica con Pechino. Nuove diatribe tra Cina e Stati Uniti potrebbero inoltre avere ripercussioni sull’Ucraina, dal momento che il ruolo di moderatore che Xi Jinping può avere con Putin dipende anche dagli equilibri politici ed economici sino-americani.

Deutschland sagt schnelle Hilfe für Erdbeben-Opfer zu

La Germania promette aiuti rapidi per le vittime del terremoto

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha promesso rapidi aiuti alle vittime del terremoto nella zona di confine turco-siriana. L’Agenzia federale per il soccorso tecnico sta già preparando consegne di tende, coperte e generatori di corrente di emergenza in coordinamento con la protezione civile turca e con alcune organizzazioni presenti nel nord-ovest della Siria. In questo stato, la Germania è il secondo più grande donatore umanitario, ma non ha contatti con il Governo siriano. Anche i Presidenti Biden e Putin hanno annunciato l’invio repentino di aiuti. Il Presidente della Russia ha parlato al telefono con il Presidente siriano Assad e sta pianificando un colloquio con il Presidente turco Erdogan. Entrambi i Paesi colpiti dal terremoto hanno importanti relazioni diplomatiche con il Cremlino.

Stachel im Fleisch der Republik

Spina nella carne della Repubblica

A dieci anni dalla sua fondazione, il partito tedesco “Alternativa per la Germania” (AfD) attira ancora molti consensi tra i cittadini, nonostante gli scandali in cui sono stati coinvolti alcuni dei suoi leader. Celebre per la sua forte radicalizzazione, l’AfD è costantemente impegnato a fare i propri interessi e nella Germania dell’est è diventato il partito più forte. L’attività principale dei suoi membri consiste nel criticare la politica europea, l’islam e l’immigrazione. L’AfD, infatti, si definisce nemico dell’“establishment” e del “sistema”, identificandosi invece come un “salvatore” per il popolo. Attraverso questa dialettica, l’AfD attira i cittadini promettendo una patria più unita e l’espulsione degli immigrati. Tuttavia, nonostante la crescente malagestione della politica di immigrazione da parte del Governo tedesco, negli ultimi anni il consenso all’AfD non è aumentato in modo decisivo. Le statistiche però mostrano che il partito radicale rappresenta circa un terzo della popolazione.

VW verdient Milliarden – trotz aller Krisen

VW guadagna miliardi, nonostante tutte le crisi

A causa delle difficoltà con le catene di approvvigionamento e con i prezzi elevati delle materie prime per la pandemia e la guerra in Ucraina, l’industria automobilistica europea sta subendo molte perdite. Anche il bilancio della Volkswagen, la più grande casa automobilistica dell’Europa, sta mancando alcuni dei suoi obiettivi cruciali, tra cui quello di afflusso di cassa. Il gruppo aveva infatti programmato di raggiungere il valore di 8,6 miliardi di euro nel 2022, ma si fermò a 5 miliardi. Tuttavia, l’utile operativo della VW nel 2022 era aumentato di oltre un decimo rispetto all’anno precedente, così come sono aumentate del 12% le sue vendite, soprattutto nella regione Asia-Pacifico, tranne che in Cina. In questo Paese, la politica “zero covid” è stata un grande ostacolo per il commercio estero. Tuttavia, per il 2023 VW prevede uno sviluppo più favorevole, anche in Cina.

Die Inflation in Deutschland steigt auf 8,7 Prozent

L’inflazione in Germania sale all’8,7%

Per la prima volta nella storia tedesca, lo scorso gennaio l’ufficio federale della statistica di Wiesbaden non ha pubblicato il tasso di inflazione della Germania. Di solito il numero esce con regolarità ed è monitorato da uomini d’affari e agenti di cambio, soprattutto nell’ultimo periodo in cui l’inflazione è aumentata considerevolmente. Per il mese di gennaio, il tasso d’inflazione tedesco è stato annunciato con nove giorni di ritardo – a causa di problemi del software – ed era del 8,7%, leggermente superiore a dicembre, ma in calo rispetto alle stime di ottobre e novembre 2022. Alla fine del 2022, gli statistici avevano incluso nel calcolo mensile dell’inflazione tedesca l’effetto dell’intervento dello Stato, che aveva contribuito ad abbassare artificialmente l’aliquota. Nel valore di gennaio ha invece influito il calo dei prezzi dell’energia e quello dei prezzi al consumo. Al contrario, il prezzo di molti alimenti continua a salire. A livello europeo, la Presidente della BCE ha riferito che l’inflazione è calata dal 9,2% all’8,5% a gennaio nell’intera zona euro, ma ha invitato alla cautela nel leggere le stime poiché per la Germania la BCE si era basata sui dati disponibili, non avendo ancora ricevuto il valore preciso. Il tasso tedesco che la BCE aveva presupposto è rimasto segreto e non è ancora stato cambiato con quello dichiarato da Wiesbaden. A giustificazione di questa scelta, la BCE ha riferito che “Eurostat non aggiorna le stime flash per la zona euro” e assicura che i valori pubblicati dell’inflazione europea sono corretti.

Türkische Gemeinschaft baut Luftbrücke auf

La comunità turca istituisce un ponte aereo

La comunità turca nel Reno-Meno si sta muovendo per portare soccorsi ai propri connazionali colpiti dal terremoto in patria. Per inviare i sussidi nel minor tempo possibile i cittadini turco-tedeschi si sono rivolti alla compagnia aerea Turkish Airlines, al fine di alleviare il carico di lavoro delle società di autotrasporto. Per raccogliere donazioni di denaro sono invece state ingaggiate campagne di crowdfundingsui social media. L’operatore aeroportuale Fraport ha donato un milione di euro ai terremotati in Turchia con la società turca TAV Airports Holding. Fraport ha anche promesso di raddoppiare l’importo. La comunità turca vorrebbe creare un proprio conto per le donazioni a questo scopo.


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Der neue iPhone-Moment – ChatGPT und die Tech-Revolution

Il nuovo momento dell’iPhone – ChatGPT e la rivoluzione tecnologica

Secondo Stephan Scheuer, in questo momento, il miglioramento dei sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale (IA) potrebbe annunciare l’alba di una nuova era dell’informazione: “stiamo assistendo al prossimo momento dell’IPhone”, afferma l’autore.

Come nel caso dell’IPhone, la tecnologia di base non è nuova: “gli smartphone esistevano già prima che Steve Jobs presentasse l’IPhone nel 2007…Jobs rese il telefono cellulare Apple con la nuova tecnologia accessibile a milioni di consumatori finali e realmente adatto all’uso quotidiano”, continua Scheuer.

Con il suo sistema ChatGPT, la start – up OpenAI ha portato sul mercato un modello di linguaggio in grado di scrivere poesie, progettare modelli di business o scrivere programmi per computer attraverso semplici input. Attualmente, Microsoft sta portando la tecnologia che ne è alla base a milioni di clienti attraverso Bing, il suo motore di ricerca.

Google è l’azienda che ha sviluppato le basi tecniche per i sistemi su cui OpenAI e Microsoft si basano oggi. Con il chatbot “Bard”, anche Google ha annunciato un sistema analogo, così come il gruppo tecnologico cinese Baidu: “è già prevedibile quale forza dirompente si celi dietro l’Intelligenza Artificiale: scatenerà una rivoluzione tecnologica”, dichiara Scheuer.

Questi sistemi sono destinati a cambiare radicalmente il funzionamento di Internet. A differenza dei semplici motori di ricerca, i quali indicano il sito web che potrebbe interessare, sistemi come Bing o Bard presentano risultati alimentati da molte fonti diverse. Tuttavia, i sistemi non sono ancora affidabili, a volte inventano le fonti e producono risultati del tutto errati: “è auspicabile che questi problemi vengano presto risolti”, conclude l’autore.

China, Türkei und VAE kappen Geschäfte mit Russlands Banken

Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti interrompono gli accordi con le banche russe

Anche le banche dei Paesi che finora hanno continuato a operare in Russia stanno interrompendo gli accordi con le banche russe. Si tratta di istituti situati in Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti (EAU) ma anche nelle precedenti repubbliche sovietiche dell’Asia centrale come Kazakistan e Turkmenistan: “banche come Bank of China, ICBC, China Construction Bank e altre non effettueranno più pagamenti alle banche russe sanzionate dall’Occidente”, dichiara il giornalista Mathias Brüggmann.

Nel caso delle sanzioni all’Iran, l’Ofac, l’autorità di regolamentazione finanziaria statunitense, aveva già minacciato le banche di Cina, Emirati, Turchia e altri Paesi di incorrere in notevoli sanzioni se avessero minato le sanzioni degli USA: “tali misure sono soprannominate da Washington “sanzioni secondarie”. Esse prevedono l’esclusione dai mercati finanziari statunitensi qualora le società dei Paesi terzi non si dovessero adeguare alle richieste della Casa Bianca. In questo momento, tale prezzo sembra troppo alto per molti dei precedenti partner della Russia.

Solo la Sberbank, di proprietà dello Stato e il più grande istituto finanziario di tutta l’Europa orientale prima delle sanzioni, è stata in grado di resistere alle condizioni attuali, realizzando quasi 3,9 miliardi di euro di profitti nel 2022. Inoltre, alcune banche russe, compresa la Sberbank, sono state disconnesse dal fornitore di servizi di pagamento internazionali Swift.

Per adeguarsi a tali restrizioni, le istituzioni finanziarie russe hanno intensificato i loro legami con altri Paesi “amici”: “qualora anche tali Paesi partner si dovessero allontanare, la strategia non funzionerà più”, conclude Brüggmann.

Die USA schotten sich immer weiter ab

Gli Stati Uniti si stanno chiudendo sempre di più

Secondo Annett Meiritz, il costante protezionismo di Joe Biden non è una novità. Durante il suo discorso inaugurale di circa due anni fa, il Presidente degli Stati Uniti ha affermato che il principio che deve guidare gli investimenti dovrebbe essere “comprare americano”.

Attualmente, Biden sta perseguendo l’obiettivo di una rivoluzione della politica industriale, approvando tre importanti pacchetti di sovvenzioni destinati a infrastrutture, manifattura avanzata, semiconduttori ed energia a basse emissioni. Nel caso dell’Inflation Reduction Act (IRA), il denaro è addirittura autorizzato a circolare indefinitamente per dieci anni. Nei mesi precedenti, il Presidente statunitense si è mostrato conciliante nella disputa sull’IRA, sottolineando di non voler oltraggiare i partner europei. Tuttavia, di recente Biden ha dichiarato di non voler scusarsi per il tentativo di rendere più forte gli USA e per tale motivo la giornalista dichiara che il protezionismo sarà una costante di Biden, anche in un eventuale secondo mandato. Ciononostante, un Presidente repubblicano “rafforzerebbe con ogni probabilità la linea “America first”, dichiara Meiritz.

Inoltre, allontanarsi dalla Cina e rafforzare le catene di approvvigionamento nazionali sono obiettivi perseguiti da entrambi i partiti statunitensi: “nuovi conflitti nelle relazioni transatlantiche sono solo questione di tempo. Sempre più nuovi blocchi contro la Cina mettono sotto pressione l’UE”, continua la giornalista.

Alla luce delle interdipendenze economiche, gli europei dovrebbero adattarsi il prima possibile a una nuova realtà perché Washington inseguirà innanzitutto i propri interessi, nonostante a differenza del suo predecessore Donald Trump, Biden sia impegnato nelle alleanze e nel multilateralismo in politica estera.

Kein Deal mit Intel um jeden Preis

Nessun accordo con Intel ad ogni costo

Nonostante sia giusto ridurre la dipendenza dalla Cina nel settore dei semiconduttori, dal momento in cui un’interruzione delle forniture comporterebbe difficoltà economiche, ogni accordo deve essere economicamente vantaggioso: “aziende come Intel sembrano avere l’impressione che ci sia una fiera in cielo e che possano chiedere qualsiasi prezzo con la promessa del futuro”, dichiara Thomas Sigmund. La richiesta di maggiori sovvenzioni al governo federale da parte dell’azienda tecnologica Intel per la costruzione di un impianto di produzione chip “non ha più nulla a che fare con l’economia di mercato”, afferma Sigmund. Attualmente, l’azienda statunitense ritiene necessarie sovvenzioni da parte del governo federale per quasi dieci miliardi di euro per il suo impianto di produzione di chip previsto a Magdeburgo: “ad un certo punto verranno creati circa 10.000 posti di lavoro del valore di un milione di euro per ogni posto occupato”, sottolinea Sigmund.

Tuttavia, il denaro dei contribuenti potrebbe essere utilizzato in un modo diverso dal governo tedesco: “con la metà dei fondi destinati a Intel, sarebbe possibile rivoluzionare il panorama scolastico… tutti quei soldi potrebbero essere destinati alla formazione professionale o al finanziamento della ricerca nelle piccole e medie imprese. Che spinta ci sarebbe per la prosperità in Germania”, dichiara l’autore. Secondo il Cancelliere Olaf Scholz, una competizione di sussidi con gli USA sarebbe una strada sbagliata da percorrere: “ciò vale a maggior ragione per la fabbrica di chip di Magdeburgo”, conclude Sigmund.

Anti-Fracking, Anti-Atomkraft, Anti-CO2-Speicherung: So wird das nichts mit der Energiewende

Anti-fracking, antinucleare, anti-stoccaggio di CO2: non è così che funzionerà la transizione energetica

Secondo Caterina Witsch, il prossimo dibattito in Germania verterà sulla questione di dove debbano essere stoccate le inevitabili emissioni di CO2. L’autrice sostiene che tale stoccaggio dovrebbe avvenire anche in Germania, nonostante l’opposizione da parte del partito dei Verdi e della gran parte della popolazione. Per aumentare l’accettazione da parte dei cittadini tedeschi, la tecnologia per la cattura e lo stoccaggio della CO2 (CCS) non dovrebbe essere utilizzata solo per emissioni inevitabili, come nella produzione di cemento. Inoltre, lo stoccaggio dovrebbe avvenire possibilmente sotto i fondali marini, piuttosto che sotto i pascoli nello Schleswig-Holstein: “non si può da un lato invocare il cambiamento climatico e dall’altro chiedere che la CO2 venga stoccata in Norvegia. Ciò è disonesto”, dichiara Witsch.

Infine, l’autrice riporta che una grande parte della popolazione non solo rinnega il fracking in Germania, ma manifesta sia contro le turbine eoliche sia contro i parchi solari, istituendo iniziative separata come quella nella Renania Settentrionale – Vestfalia: “la transizione energetica non può funzionare in questo modo”, conclude Witsch.

Im westlichen Bündnis drohen neue Bruchstellen

Nuove fratture si profilano nell’alleanza occidentale

Secondo Josef Braml, a causa del debito statunitense pari a 31.000 miliardi di dollari, in futuro mancherà sempre di più il denaro per coprire le spese per l’assistenza sanitaria pubblica o il programma pensionistico della Social Security: “quanto minore sarà il margine di manovra finanziario degli USA, tanto più difficile sarà trovare soluzioni negoziali politiche”, soprattutto da quando il Presidente Joe Biden deve affrontare una maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti desiderosa di “tagliare le spese previste dai democratici, non da ultimo per gli aiuti all’Ucraina”, dichiara Braml. Per tale motivo, gli USA richiederanno una “equa ripartizione degli oneri” riguardo al sostegno ucraino: “dopo che gli statunitensi si sono finora attribuiti la maggior parte degli aiuti militari per Kiev, sta diventando evidente che gli europei dovranno finanziare la maggior parte degli aiuti economici e di ricostruzione per l’Ucraina”, sostiene l’autore. Qualora l’UE dovesse assumersi un ulteriore debito comune per sostenere anche il programma economico e di investimenti ucraino, per Braml tale decisione rischia di dividere i Paesi europei e di minare le relazioni transatlantiche.

Inoltre, l’autore riporta la volontà cinese di sostenere la ricostruzione dell’Ucraina con una massiccia assistenza creditizia: “ciò sarebbe gradito all’UE, se non altro per risparmiare le proprie risorse finanziarie”, sottolinea Braml. Tuttavia, a causa della rivalità USA – Cina, “la distensione nelle relazioni sino – europee equivale quindi a crescenti tensioni nelle relazioni transatlantiche, un’altra frattura nell’alleanza occidentale”, dichiara Braml. Ciononostante, l’autore afferma che l’UE dovrebbe accettare tali tensioni e assumere maggiori responsabilità per sé stessa e per i suoi vicini in termini di politica economica e di sicurezza.

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