Eresia, Riforma e Inquisizione in Italia e in Europa (XVI-XVIII sec.)

Il filone degli studi sulla Riforma protestante e sugli eretici italiani del Cinquecento è stato particolarmente fecondo, generando discussioni appassionate e interpretazioni variegate. Studi importanti si sono concentrati anche sull’altra faccia della medaglia, l’Inquisizione romana e la sua attività di repressione del dissenso e di controllo delle coscienze e dei comportamenti sociali. La conferenza, discutendo alcune pubblicazioni recenti di un gruppo di studiosi che hanno tra l’altro contribuito allo sviluppo di un progetto digitale ed evolutivo finalizzato alla costruzione di un dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, affiancato da spazi di approfondimento e di libera discussione (il portale Ereticopedia.org), intende approfondire la dialettica tra dissenso politico-religioso e repressione inquisitoriale nell’Italia moderna (XVI-XVIII sec.) in una prospettiva europea e mediterranea.

Daniele Santarelli, Luca Al Sabbagh, Herman H. Schwedt, Domizia Weber), I giudici della fede. L’Inquisizione romana e i suoi tribunali in età moderna, Edizioni CLORI, Firenze 2017.

L’Inquisizione romana o Sant’Uffizio dell’Inquisizione fu la rete di tribunali che a partire dalla riorganizzazione decretata con la bolla “Licet ab initio” (21 luglio 1542) di Paolo III si occupò della repressione delle eresie e del controllo dell’ortodossia con competenza, principalmente, sui territori degli Stati dell’Italia centro-settentrionale. In questo volume, corredato da una prefazione di Herman H. Schwedt e da una introduzione storica di Daniele Santarelli, si forniscono le cronotassi degli Inquisitori delle sedi locali dell’Inquisizione romana in età moderna (a partire dal 1500 ca., mentre l’età napoleonica costituisce il “terminus ad quem”). L’intento è di offrire al pubblico uno strumento agile e di facile consultazione, che si affianchi alle schede già presenti online nel “Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo”, ospitato sul sito internet Ereticopedia (http://www.ereticopedia.org). Questo strumento si presta ad un duplice uso: se consultato in forma digitale e online, si integra con le pagine del sito Ereticopedia (http://www.ereticopedia.org), che di fatto fungono da sua “espansione”, in continuo sviluppo ed aggiornamento, peraltro; se consultato in forma cartacea, svolge la funzione di pratico repertorio ad uso di studiosi ed appassionati, che, pur offline, possono comunque “navigare” tra le sedi inquisitoriali alla ricerca di preziose informazioni storiche.

Daniele Santarelli, Domizia Weber, La Riforma protestante in 100 date, Della Porta, Pisa 2017.

Ottobre 1517. Un monaco sassone di nome Martin Lutero compie un gesto di straordinaria portata e rende pubbliche le sue Novantacinque Tesi, dove denuncia gli abusi legati alle indulgenze. Negli anni successivi le sue idee, che mettono in discussione l’egemonia cattolica e papale, si diffondono assai rapidamente scatenando la risposta repressiva dell’Inquisizione. Nata in Germania, la Riforma fu un fenomeno di ampia portata, con sconvolgimenti che travalicarono i confini della sua iniziale affermazione territoriale. Daniele Santarelli e Domizia Weber, studiosi dell’età moderna, ne ripercorrono le vicende in cento memorabili date e raccontano gli eventi e i protagonisti della rivoluzione religiosa che spaccò il mondo cristiano occidentale.

Vincenzo Vozza, Valentin Krautwald (1490-1545). La Riforma in Slesia tra ermeneutica biblica e radicalismo teologico, Edizioni CLORI, Firenze 2018

Lo studio della Riforma in Slesia è stato fino ad oggi appannaggio di una scuola interpretativa che ha sede oltreoceano, in Pennsylvania, soprattutto in relazione agli eventi di cui è stata teatro in seguito alla vittoria del luteranesimo sui gruppi radicali. Gli storici della regione hanno affrontato lo studio di fonti di un territorio complesso, un mosaico di culture, lingue e tradizioni che si situano in una zona di confine: troppo tedesca per aspirare a diventare territorio polacco, troppo slava per rappresentare degnamente la cultura germanica. Valentin Krautwald (1490-1545) è figlio di questa realtà: un uomo che ha trascorso la propria vita nel dubbio sull’oggetto della propria fede, nel timore di tradire gli insegnamenti della Sacra Scrittura, disposto ad abdicare alla propria scienza, allo studio delle humanae litterae, pur di trovare la salvezza.

Vincenzo Vozza, Antologia Vergeriana. Scritti minori del “vescovo di Cristo”. Edizione e commento di una selezione di opere di Pier Paolo Vergerio il Giovane (1498-1565), Aracne, Roma 2019.

Pier Paolo Vergerio è stato tra gli autori più prolifici della cosiddetta “Riforma italiana”. La produzione bibliografica del Vergerio è molto vasta e non può essere raccolta tutta in questa Antologia. Come tale, essa si propone di offrire una selezione di opere di significative per il contenuto o per le problematiche filologiche che si pongono all’attenzione dello storico. Si tratta di alcune operette, in parte già note perché citate nelle ricerche di alcuni tra i più esperti studiosi di Pier Paolo Vergerio. Ciò che accomuna le opere che sono state scelte per questa Antologia è il tratto polemico che dal 1546 fino alla sua morte nel 1565 contraddistingueràprima la lingua e poi la penna del Vergerio: fatta eccezioneper le opere più lunghe, i brevi trattatelli – alcuni dei quali nonsuperano il fascicolo – sembrano essere la trascrizione dei vibrantisermoni che il Vescovo di Cristo avrebbe tuonato dai pulpiti delleprime comunità evangeliche italiane dei Grigioni.

Tratti comuni di queste opere sono l’uso dell’italiano volgare, con scivolamenti dialettali tipici dell’area veneto-giuliana; una struttura argomentativa tripartita, che all’esposizione dell’oggetto della polemica oppone una confutazione fondata sulle Scritture e si conclude con un’invocatio a Dio. Ancora, il Vergerio non esita a mettere in ridicolo le pratiche sacramentarie, devozionali e popolari del papismo, a volte con argomentazioni ben strutturate – confrontandosi, ad esempio, sul terreno dell’ermeneutica biblica o della tradizione teologica – altre volte, invece, banalizzando la secolare pietas christiana alla stregua di una risibile superstizione pagana.

Eretici, dissidenti, inquisitori. Per un Dizionario storico mediterraneo, voll. I-II, Aracne, Roma 2016-2018.

Con la pubblicazione di “Eretici, dissidenti, inquisitori. Per un dizionario storico mediterraneo”, Vol. I, Aracne editrice, Roma 2016 e Vol. II, Aracne editrice, Roma 2018 – è stata inaugurata la pubblicazione di una serie di volumi cartacei che raccolgono voci selezionate dal  “Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo”, ospitato sul sito internet Ereticopedia (http://www.ereticopedia.org), ruotanti attorno a determinate aree tematiche: operazione fatta nell’auspicio di ampliare ulteriormente gli orizzonti di questo progetto digitale, contribuendo a farlo conoscere meglio, nei suoi caratteri originali e nelle sue potenzialità, al pubblico dei lettori specialisti e non.

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