«Gli operai non mangiano fragole». Vita e scritti di Roberto D’Angiò (1871-1923), di Michele Presutto

Il prossimo 8 febbraio, ore 18:00 Stroncature ospita la presentazione, organizzata dal Coordinamento dei Comitati pugliesi ISRI, del volume Gli operai non mangiano fragole». Vita e scritti di Roberto D’Angiò (1871-1923), Rubbettino, 2021 di Michele Presutto. Dialoga con l’autore Raffaele De Vivo (comitato provinciale ISRI di Foggia). Per partecipare è necessario registrarsi.

Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, all’emigrazione economica
si sovrappose e si mischiò anche quella politica e in particolare quella dei
socialisti e degli anarchici in fuga dall’Italia di Crispi. Tra le diverse diaspore italiane,
quella degli anarchici ebbe un ruolo del tutto particolare, caratterizzata da
un’elevata mobilità circolare fatta, oltre che di militanti, anche di giornali, riviste,
fogli unici e, con essi, editori, pubblicisti e redattori. È all’interno di questo
contesto che si posiziona la figura di Roberto D’Angiò che potremmo definire
come una sorta di «redattore errante». La sua attività politica ed editoriale infatti
si sviluppa tra Italia, Egitto, Inghilterra, Uruguay e Argentina esprimendosi in
italiano, spagnolo e francese, anche perché «pur cambiando l’idioma si parlava lo
stesso linguaggio». Un segmento dell’esperienza dell’emigrazione politica di fine
secolo che va ad aggiungersi ad un quadro storicamente complesso che privilegia
un approccio transnazionale allo studio delle migrazioni e dei movimenti
politici.

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