Dizionario del cinema immaginario


consigliato


Autore: Alberto Anile; editore: Lindau; pagine: 325

I repertori dell’inesistente sono la spezia esotica e rara da somministrare con parsimonia alla nostra mente. Sono sempre esistiti, nell’antichità avevano una finalità per lo più didattica e morale.

Poi arriva l’Encyclopédie e presentando la sua opera lo stesso Diderot ebbe a dire “è ugualmente nostro dovere indicare le verità scoperte, e le vie che potrebbero condurre a quelle ancora sconosciute”. A quel punto, si aprivano a pieno titolo le porte agli almagesti dell’immaginario, del fantastico. Vi sono bellissime opere, sotto forma di dizionario o di enciclopedia, che tentano di classificare i molti, mutevoli, multiversi del fantastico. Citiamo Adam Zzywwurath e la sua Enciclopedia del Fantastico in Letteratura, per esempio.

Stranamente però in queste opere, cinema e arti figurative sono spesso, anzi quasi sempre, assenti. Per ciò che concerne il cinema, rimedia assai bene questo volume che fa affiorare, diremmo finalmente, la potenza combinatoria del cinema. Una potenza combinatoria affatto inferiore a quella della letteratura.

Vi si susseguono 390 titoli totalmente, meravigliosamente, follemente inesistenti, tra cui “America” di Fellini, la pellicola sul romanzo (incompiuto) di Kafka che nel film (vero) “Intervista” del 1987 si prepara a lungo ma non si farà mai. Del resto quella per Fellini è un’epoca di sperimentalismo e se l’Intervista è il film «che cresce su sé stesso come per partenogenesi», come fu definito, non sorprende che in questo humus crescano anche le spore dell’immaginario.

C’è Blow out di De Palma, opera che già si muove per definizione in un reale molto ambiguo, e che partorisce “Sesso sfrenato”, la pellicola inesistente che John Travolta sta finendo di sonorizzare. Questo, in un film che si caratterizza come tributo all’Antonioni di Blow-up, è l’efficace espediente narrativo che definisce il timbro dell’opera in modo insostituibile, introducendoci nell’ossessione per il suono del protagonista contrapposta a quella per l’immagine che anima il film di Antonioni.  In questo senso “Sesso sfrenato” è proprio un film da vedere.

Non si stenta a credere che questo dizionario sia definito “un atto di fede”: si deve infatti necessariamente sperare che chi lo legge sia stato contagiato dalla stessa (sana) follia dell’autore; inoltre un’opera come questa richiede grandissima pazienza e conoscenza del reale. Il reale infatti, è un quartiere vasto, ma ancora finito. L’immaginario invece è “hic sunt leones”, è terra incognita, è la via lattea infinita che si ammira dalle finestre dell’esistente. E allora per scrivere un libro così fatto bisogna conoscere molto bene il reale e sperare che basti almeno a fornire un giro d’orizzonte dell’infinito immaginario che ci circonda.

Si sa, in rete circolano una infinità di liste di fictional movies, più o meno ben fatte. Ma qui è diverso: il lavoro è sistematico, la descrizione accurata.  E se qualcosa è rimasto fuori, amen.

Diciamo subito che però tifiamo fin da ora per una seconda edizione: in questa dovrebbe trovare spazio il nostro amico Roger Rabbit, che si è detto frustrato che il suo bellissimo cartone animato “Somethin’s Cookin’ non ci sia. Ci associamo alle sue rimostranze.

Ma per tutto questo allo stesso tempo omaggiamo e assolviamo l’autore, in primis perché le mancanze non sono mancanze, sono solo opportunità di ampliamento del Dizionario e anche altrettante chances di giocare con l’estensore dell’opera segnalandogliele (come probabilmente sta già avvenendo). In secondo luogo, lo perdoniamo perché è stato sufficientemente pazzo da provarci…potrebbe sempre citare Chesterton a sua discolpa “se una cosa vale la pena di farla, vale la pena di farla male”.

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