Il ritorno della logica kissingeriana

La sera dell’8 luglio del 1971 Henry Kissinger era ospite del presidente pakistano Yahya Khan e nel bel mezzo di un ricevimento in suo onore, impegnato in un tour mondiale, si sente male. Si parla di troppo stress, cibo esotico che gli ha fatto male, troppo lavoro. La prognosi gli impone due giorni di risposo assoluto, chiuso nel palazzo presidenziale di Islamabad. Il realtà Kissinger sta benissimo e quelle 48 ore di copertura gli servono per fare quello che forse è il più importante viaggio della sua vita, andar in Cina senza che i russi sappiano niente, con un aereo che, come si legge in Gli anni della Casa Bianca, era così goffo e pesante che Kissinger temeva che non sarebbe mai decollato. Dopo un anno sarà Nixon ad andare in Cina ad aprire definitivamente le porte del Celeste impero al mondo, cambiando il volto dei decenni successivi.

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