“Bentornato Stato, ma” di Giuliano Amato

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    Il prossimo 1 luglio alle ore 18:00, Stroncature ospita la presentazione di “Bentornato Stato, ma” di Giuliano Amato (il Mulino, 2022). Con l’autore dialogano Benedetta Barbisan, Cesare Pinelli e Guido Siriani. Per partecipare è necessario registrarsi.


    Bentornato Stato, ma - Giuliano Amato - copertina

    Non ci interessa dimostrare l’essenzialità dello Stato o del mercato, ma capire come possano interagire per costruire il nostro futuro.

    Se fotografo i rapporti che oggi vedo fra lo Stato e l’economia e li confronto con quelli che ho vissuto e che ho contribuito a creare, la differenza che noto è grandissima.

    Uno dei protagonisti della storia politica e istituzionale italiana riflette su come oggi – in un mondo indebolito dalle crisi e sollecitato da grandi trasformazioni – sia illusorio pensare che il mercato possa da solo trovare soluzioni. Ma mentre in passato il ritorno allo Stato ha significato debito pubblico, inefficienza e corruzione, oggi lo Stato torna protagonista come investitore nelle imprese della crescita di domani e come Stato «provvidenza», capace di interventi che mai avevamo visto prima. Che cosa ha provocato un mutamento così profondo? È possibile oggi uno Stato promotore, dove l’utilità dell’intervento pubblico possa resistere alle patologie e alle storture che aprirono la strada al neoliberismo?

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