Algoritmi, bolle informative e democrazia: chi forgia le lenti con cui vediamo il mondo?
Nel giro di poco più di un decennio abbiamo spostato il baricentro della selezione delle notizie da redazioni visibili a sistemi algoritmici opachi. I flussi informativi di Google, Facebook, X, YouTube e delle altre piattaforme non sono più semplici sequenze cronologiche, ma ambienti personalizzati progettati per massimizzare attenzione e coinvolgimento. Questo passaggio ha conseguenze profonde: ridefinisce che cosa consideriamo rilevante, amplifica emozioni e polarizzazione, frammenta la base di fatti condivisi su cui si regge il dibattito pubblico.
L’analisi di Stroncature ricostruisce, sulla base di ricerche di Harvard, Pew, Stanford, Oxford, Atlantic e Commissione Europea, come funzionano i principali meccanismi di raccomandazione, in che modo alimentano bias e radicalizzazione, e quali soluzioni di governance – dal Digital Services Act agli esperimenti su algoritmi orientati a valori democratici – stanno emergendo a livello internazionale. Per chi lavora su informazione, politiche pubbliche, impresa o educazione, comprendere questa architettura non è più un interesse teorico, ma una competenza di lavoro: significa sapere quando il proprio giudizio è guidato dai fatti e quando è stato pre-filtrato da logiche di piattaforma. L’analisi completa è riservata gli abbonati.

