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"Augustus. First Emperor of Rome", Adrian Goldsworthy, (Basic Books, 2026)

giu 26, 2026
∙ A pagamento

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Augustus. First Emperor of Rome di Adrian Goldsworthy, pubblicato originariamente nel 2014 da Weidenfeld & Nicholson e riproposto nell’edizione allegata da Basic Books nel 2026, affronta una questione che supera la semplice biografia di un uomo di potere: come può una comunità politica uscire da decenni di violenza senza riconoscere apertamente di aver cambiato natura? Il libro merita attenzione perché osserva Augusto non come figura già compiuta, destinata fin dall’inizio a fondare l’impero, ma come prodotto e protagonista di una crisi lunga, nella quale ambizione personale, paura collettiva, fedeltà militare, memoria familiare e fragilità istituzionale si intrecciano di continuo. Goldsworthy insiste su un punto essenziale: il successo di Augusto non fu inevitabile, né derivò da un piano lucido elaborato fin dall’adolescenza. Molto spesso, nella sua traiettoria, contano il rischio, l’improvvisazione, la capacità di adattarsi agli eventi, la fortuna e la disponibilità a usare strumenti durissimi quando la situazione lo richiede. La domanda centrale non è soltanto come il giovane Ottavio sia diventato Augusto, ma come il figlio adottivo di Cesare, entrato nella politica romana a meno di diciannove anni, sia riuscito a trasformarsi da capo di guerra civile in garante di un ordine nuovo, accettato come restaurazione più che come rottura. L’opera si presenta quindi come una ricostruzione della nascita del principato attraverso la vita di chi lo rese possibile, ma senza cancellare l’ambiguità morale di questa trasformazione.

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