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"Axis of Empire: A History of Iran-US Relations", Afshin Matin-Asgari (Verso, 2026)

ago 07, 2026
∙ A pagamento

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Pubblicato da Verso nel 2026, Axis of Empire: A History of Iran-US Relations di Afshin Matin-Asgari affronta una relazione internazionale segnata da una sproporzione di potere così profonda da rendere insufficiente la consueta rappresentazione di due Stati imprigionati in un circolo di incomprensioni, diffidenze e occasioni diplomatiche mancate. Al centro del libro vi è una domanda più radicale: in quale misura la storia dei rapporti tra Iran e Stati Uniti può essere compresa se la si separa dall’espansione imperiale americana e dai suoi strumenti economici, militari e culturali? L’autore respinge l’idea che le tensioni fra i due paesi siano derivate principalmente da errori di percezione o da un progressivo deterioramento di relazioni inizialmente armoniose. Il problema riguarda piuttosto la formazione di una gerarchia internazionale nella quale Washington ha acquisito la capacità di orientare gli equilibri politici iraniani, sostenere forme autoritarie di governo, condizionare l’accesso alle risorse e determinare i limiti entro cui l’Iran poteva esercitare la propria sovranità. Questa prospettiva non conduce tuttavia a identificare automaticamente la resistenza all’egemonia statunitense con una politica di emancipazione. Matin-Asgari distingue nettamente l’antimperialismo dalla difesa degli Stati che si dichiarano antimperialisti: la natura oppressiva della politica americana non rende progressista il nazionalismo autoritario della monarchia Pahlavi e non assolve la Repubblica islamica dalle sue responsabilità interne. Il libro invita quindi a osservare simultaneamente due dimensioni: l’azione di una grande potenza impegnata a proteggere interessi strategici globali e le scelte delle élite iraniane, spesso disposte a servirsi della pressione esterna per consolidare il proprio dominio. Ne deriva una storia che non riguarda soltanto governi e diplomazie, ma anche missionari, studiosi, tecnici, imprese petrolifere, militari, studenti, movimenti rivoluzionari ed emigrati. Il rapporto fra Iran e Stati Uniti appare così come un campo nel quale circolano conoscenze, immagini, capitali e aspirazioni modernizzatrici, ma anche come il luogo di una lunga contesa sulla sovranità politica. È questa tensione fra incontro culturale e subordinazione imperiale, fra promesse di modernizzazione e distruzione delle alternative democratiche, a conferire all’opera la sua rilevanza storica e a spiegare perché le sue domande superino largamente la sola vicenda iraniana.

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