“Battleground: Ten Conflicts that Explain the New Middle East” di Christopher Phillips (Yale University Press, 2024)
In Battleground: Ten Conflicts that Explain the New Middle East (Yale University Press, 2024) Christopher Phillips parte da un’intuizione semplice ma esigente: se si vuole capire davvero la politica internazionale mediorientale contemporanea, bisogna smettere di cercare una chiave unica e rassicurante. La regione è attraversata da fratture che appaiono, a uno sguardo esterno, come un groviglio di guerre civili, rivalità confessionali, crisi umanitarie, occupazioni e interventi stranieri; e tuttavia proprio questa impressione di caos, secondo l’autore, deriva spesso dal modo sbagliato in cui si raccontano e si interpretano gli eventi. Phillips invita a sostituire le spiegazioni “a slogan” con domande più dure: che cosa trasforma una protesta in un conflitto armato? quando e perché un attore esterno decide di entrare in una guerra altrui? come si combinano scelte di élite locali, strutture statali fragili, memorie storiche e opportunismi regionali? Il libro merita attenzione perché affronta il Medio Oriente non come un’enorme eccezione permanente, ma come un campo di interazioni complesse in cui decisioni politiche, paure e calcoli strategici producono esiti cumulativi. La prospettiva è dichiaratamente “da fuori”, rivolta a un pubblico che cerca un punto d’ingresso affidabile senza ridurre tutto a religione, petrolio o imperialismo, e che vuole capire perché, nel XXI secolo, alcuni conflitti si amplificano fino a ridefinire gli equilibri dell’intera area.


