“Battleground Ukraine: From Independence to the War with Russia” di Adrian Karatnycky (Yale University Press, 2024)
Questo libro affronta una domanda che, dal 1991 in poi, non ha mai smesso di gravare sull’Europa: come nasce e si consolida uno Stato quando l’indipendenza arriva dopo decenni di dominio imperiale, con istituzioni fragili, identità interne diseguali e un vicino potente deciso a contestarne la sovranità.
Adrian Karatnycky osserva l’Ucraina come un laboratorio politico e sociale in cui, in poco più di trent’anni, si accelerano processi che altrove hanno richiesto secoli: ricostruzione della memoria storica, ridefinizione di lingua e appartenenze, creazione di apparati statali, formazione di un’economia post-statale,
e infine la prova estrema della guerra.
Il punto di partenza non è l’epica nazionale, ma la materialità delle fratture:
l’eredità della repressione sovietica, la russificazione, le differenze regionali,
la competizione tra società civile e reti di potere, e l’oscillazione geopolitica tra Occidente e Russia.
Dentro questa cornice, l’autore propone di leggere l’Ucraina non come “caso periferico”, ma come nodo centrale di un conflitto di modelli: pluralismo contro autoritarismo, autonomia nazionale contro ricomposizione imperiale, Stato di diritto contro cattura oligarchica.
Pubblicato nel 2024 da Yale University Press, il volume invita a prendere sul serio l’idea che la costruzione di una nazione non sia un fatto simbolico, bensì una questione di sopravvivenza politica.


