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Campus Speech and Academic Freedom. A Guide for Difficult Times Erwin Chemerinsky e Howard Gillman (Yale University Press, 2026)

mag 08, 2026
∙ A pagamento

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Campus Speech and Academic Freedom. A Guide for Difficult Times, pubblicato nel 2026 da Yale University Press, affronta una delle questioni più delicate della vita universitaria contemporanea: come proteggere la libertà di parola e la libertà accademica in un contesto segnato da conflitti politici, pressioni istituzionali, rivendicazioni identitarie, mobilitazioni studentesche e interventi sempre più incisivi del potere pubblico. Erwin Chemerinsky e Howard Gillman non si limitano a difendere in astratto il principio della libera espressione, ma mostrano quanto sia difficile applicarlo quando le parole offendono, feriscono, dividono, intimidiscono o sembrano compromettere la possibilità stessa di una comunità educativa. Il libro merita attenzione perché si colloca in una zona di tensione nella quale nessuna formula semplice è sufficiente: non basta dire che ogni idea deve poter essere espressa, così come non basta invocare la protezione degli studenti o la missione educativa dell’università per giustificare la censura. Gli autori osservano il problema dal punto di vista di giuristi, studiosi del Primo Emendamento e amministratori universitari, quindi con una doppia consapevolezza: da un lato conoscono i principi costituzionali e le tradizioni della libertà accademica; dall’altro sanno che chi dirige un’università deve prendere decisioni concrete, spesso in condizioni di urgenza, pressione mediatica e conflitto morale. La domanda che attraversa l’opera è dunque come preservare l’università come luogo di ricerca, insegnamento e confronto, senza trasformarla né in uno spazio anarchico in cui ogni comportamento viene giustificato come espressione, né in un ambiente amministrato attraverso la rimozione delle idee sgradite. Il libro si apre su una stagione in cui le università americane sono chiamate a rispondere simultaneamente a proteste, accuse di antisemitismo, richieste di protezione contro le discriminazioni, conflitti su Gaza e Israele, campagne contro la Critical Race Theory, polemiche sulle politiche DEI e nuove forme di pressione politica. La prospettiva degli autori è sobria ma netta: proprio nei momenti più difficili i principi devono essere chiariti, non abbandonati; tuttavia conoscerli non basta, perché la loro applicazione richiede giudizio, coerenza, prudenza e capacità di distinguere casi diversi.

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