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“ChatGPT and the Future of AI: The Deep Language Revolution” Terrence J. Sejnowski (The MIT Press, 2024)

gen 05, 2026
∙ A pagamento

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ChatGPT and the Future of AI. The Deep Language Revolution, pubblicato da The MIT Press nel 2024, nasce dall’impressione che l’arrivo dei grandi modelli linguistici abbia introdotto non solo uno strumento nuovo, ma una trasformazione cognitiva e sociale che fatichiamo ancora a descrivere con parole adeguate. Sejnowski non tratta ChatGPT come una curiosità tecnologica né come un semplice prodotto di mercato: lo assume come un evento che riapre domande di fondo su che cosa significhi “capire”, su come si debba intendere l’intelligenza quando la sua manifestazione più vistosa è linguistica, e su quali criteri possano distinguere competenza, imitazione e affidabilità. Il libro invita a sospendere sia l’entusiasmo ingenuo sia l’allarmismo automatico, e a guardare il fenomeno con l’attenzione che si riserva a un cambiamento di infrastruttura: qualcosa che, una volta stabilizzato, entra nei processi quotidiani e li rimodella dall’interno. La posta in gioco non riguarda soltanto l’efficienza o l’automazione, ma il modo in cui le persone formulano domande, delegano compiti, valutano le fonti, e persino interpretano la presenza di un interlocutore che risponde in una prosa sorprendentemente ben formata. È in questa tensione—tra potenza espressiva e fragilità epistemica, tra utilità concreta e ambiguità concettuale—che il libro colloca il proprio problema centrale: capire che cosa stia davvero accadendo “dietro” la fluidità delle risposte, e quali conseguenze, prevedibili e impreviste, ne deriveranno.

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