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“China’s Galaxy Empire: Wealth, Power, War, and Peace in the New Chinese Century” John Keane, Baogang He (Oxford University Press, 2024)

gen 05, 2026
∙ A pagamento

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Il libro di John Keane e Baogang He, pubblicato nel 2024 da Oxford University Press, si presenta come un tentativo di rimettere ordine in un dibattito che spesso oscilla tra due eccessi speculari: l’entusiasmo per la “rinascita” cinese come soluzione ai limiti dell’Occidente e, all’opposto, la descrizione di Pechino come minaccia monolitica e inevitabilmente aggressiva. L’intuizione di fondo è che per capire la Cina contemporanea non bastano le categorie consuete con cui si descrivono gli Stati nazionali, né le parole d’ordine della cronaca geopolitica; occorre interrogarsi su che cosa significhi, oggi, esercitare potere su scala globale in un’epoca di reti, logistica e interdipendenze finanziarie. Ne deriva una domanda più impegnativa: se la Cina non si lascia ridurre né a “potenza sovrana” né a “egemone” nel senso classico, quali forme di organizzazione del potere la rendono capace di incidere sulla vita di attori lontani, di trasformare infrastrutture, mercati, abitudini comunicative e persino l’immaginario politico in molte regioni del mondo? È questa ricerca di un lessico adeguato—sobrio, descrittivo, non moralistico—che fa del volume una proposta interpretativa: non un elogio e non un atto d’accusa, ma un invito a riconoscere la natura e le ambivalenze di un’espansione che cambia le condizioni stesse in cui si parla di ricchezza, guerra e pace nel “nuovo secolo cinese”.

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