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“China’s Rising Foreign Ministry: Practices and Representations of Assertive Diplomacy” Dylan M. H. Loh (Stanford University Press, 2024)

gen 14, 2026
∙ A pagamento

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Pubblicato nel 2024 da Stanford University Press, il libro di Dylan M. H. Loh sposta l’attenzione su una dimensione spesso data per scontata: la diplomazia come lavoro quotidiano, fatto di riunioni, scartoffie, rituali e micro-decisioni che raramente finiscono nei “grandi racconti” delle relazioni internazionali. Proprio questa apparente ordinarietà diventa, nell’argomento del volume, la chiave per capire perché oggi molte percezioni su “che cosa sia la Cina” si formino non solo attraverso la forza militare o i proclami dei leader, ma attraverso la condotta concreta dei suoi diplomatici e dell’apparato che li organizza. Il punto di partenza è semplice e insieme ambizioso: se le politiche estere sono anche pratiche, allora per comprendere la controversa idea di una Cina “assertiva” bisogna guardare a come essa viene rappresentata e resa credibile nelle interazioni diplomatiche, nelle conferenze stampa, nei protocolli e nei linguaggi che definiscono ciò che è “accettabile” tra Stati. Il libro invita così a interrogarsi su come nasce, si consolida e circola l’immagine della Cina contemporanea, su quali attori la rendono tangibile e su perché certe azioni vengano interpretate come segnali di pressione o di disciplina verso gli altri. In filigrana, emerge un interrogativo più generale: quanto conta la diplomazia come “motore” della politica internazionale, e quanto invece la sottovalutiamo perché preferiamo spiegare il potere con eventi spettacolari e decisioni dall’alto?

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