Il 4 settembre 2026, mentre Frieze Seoul è in corso al COEX di Gangnam, migliaia di persone possono incontrare una parte della manifestazione senza entrare nella fiera. Per The Find Seoul, Ryan Gander ha disseminato 16.000 piccoli oggetti simili a monete tra Euljiro, Hannam, Cheongdam, Samcheong e gli spazi pubblicamente accessibili del centro congressi. Ogni oggetto può essere trovato, conservato o rimesso in circolazione. Il progetto, iniziato il 31 agosto e destinato a proseguire fino al 10 settembre, è coordinato con le Neighborhood Nights e coinvolge, oltre a Frieze e alla galleria Lisson, la Seoul Tourism Organization, il Gangnam-gu Office e altri soggetti. Il 4 settembre la stessa Seoul Tourism Organization ha utilizzato la ricerca delle monete all’interno di un programma di turismo accessibile rivolto anche a persone con disabilità e anziani. Il fatto è circoscritto, ma permette di formulare una domanda più generale: perché una fiera nata per mettere in relazione gallerie, opere e compratori ha interesse a organizzare spostamenti, incontri ed esperienze in una città intera? La tesi sviluppata qui è che una parte delle principali fiere d’arte stia assumendo una funzione ulteriore rispetto alla vendita: costruire temporaneamente un’infrastruttura di coordinamento attraverso la quale mercato, istituzioni culturali, reputazione, pubblico e spazio urbano vengono messi in relazione. In un mercato caratterizzato da forte incertezza sul valore, questa infrastruttura contribuisce anche a produrre le condizioni entro cui il valore può essere riconosciuto.
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