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Come la verifica dell’età sta cambiando l’accesso ai servizi online

Biometria e credenziali digitali stanno creando un nuovo livello di controllo dell’accesso

set 07, 2026
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Biometric Authentication: A Comprehensive Guide

Il 3 settembre 2026 Yoti ha annunciato che dal 10 settembre ritirerà la propria applicazione di identità digitale dagli app store in Spagna, mentre prosegue il ricorso all’Audiencia Nacional contro una sanzione dell’autorità spagnola per la protezione dei dati. Il giorno successivo, nel Regno Unito, Ofcom ha inflitto a un operatore di siti pornografici una sanzione complessiva di 730.000 sterline, di cui 700.000 per non avere introdotto controlli dell’età conformi all’Online Safety Act. I due episodi appartengono a ordinamenti diversi e non devono essere interpretati come una contraddizione giuridica. Mostrano però lo stesso problema tecnico e istituzionale da due direzioni opposte. I servizi digitali sono sottoposti a pressioni crescenti affinché sappiano distinguere un adulto da un minore; nello stesso tempo, devono produrre questa distinzione senza trasformare la verifica in una raccolta sproporzionata di dati identificativi o biometrici. La questione non riguarda più soltanto la tutela dei minori. Sta emergendo un’architettura nella quale l’accesso a una parte crescente dei servizi online dipende dalla possibilità di dimostrare automaticamente un attributo personale. La domanda strutturale diventa quindi diversa da quella che ha dominato il dibattito sull’identità digitale: non è soltanto come identificare in modo affidabile una persona su Internet, ma come permetterle di provare di possedere una caratteristica rilevante senza dover necessariamente rivelare chi è.

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