“Comics and Modernism: History, Form, and Culture” Jonathan Najarian (University Press of Mississippi, 2024)
Nel dibattito su che cosa sia stato il modernismo e su dove cominci davvero la sua storia culturale, questo volume sceglie una strada precisa: spostare lo sguardo dai confini canonici delle “arti alte” verso una zona di contatto in cui estetiche, tecniche e pubblici si intrecciano. Comics and Modernism: History, Form, and Culture (University Press of Mississippi, 2024), curato da Jonathan Najarian, parte dall’idea che la relazione tra modernismo e fumetto non sia un episodio marginale o una curiosità per specialisti, ma un punto da cui si vedono meglio alcune tensioni decisive del Novecento: la frattura tra sperimentazione e mercato, l’ambivalenza verso le nuove tecnologie della visione, la crisi delle gerarchie tra cultura “seria” e intrattenimento, la trasformazione dei corpi e delle sensibilità nella città moderna. Il libro merita attenzione perché non tratta il fumetto come semplice “specchio” popolare del modernismo, né il modernismo come puro repertorio di stili da riconoscere; piuttosto lo assume come problema storico e formale: in che modo un medium seriale, riproducibile, quotidiano, destinato al consumo di massa, può essere attraversato da logiche moderniste senza diventare automaticamente “arte” nel senso istituzionale del termine? E, inversamente, che cosa cambia nella nostra idea di modernismo quando si accetta che la modernità estetica si è nutrita anche di giornali, vignette, rubriche illustrate, cultura d’epoca, circolazione e abitudini di lettura?


