“Common Circuits: Hacking Alternative Technological Futures” Luis Felipe R. Murillo (Stanford University Press, 2025)
In Common Circuits: Hacking Alternative Technological Futures (Stanford University Press, 2025) Luis Felipe R. Murillo prende sul serio una parola che, negli ultimi decenni, è diventata insieme mitologia popolare, stigma penale, slogan aziendale e bandiera politica: “hacking”. Il libro non si limita a chiedere che cosa significhi davvero, ma perché questo significato continui a cambiare, e che cosa riveli, di volta in volta, sulle forme contemporanee di potere tecnico e sulle possibilità di sottrarsi ai suoi automatismi. L’interrogativo di fondo non riguarda solo i computer, bensì la possibilità di pensare e praticare una tecnologia che non coincida con l’espansione proprietaria di “Big Tech”, con la dipendenza da infrastrutture opache, o con l’idea che l’innovazione sia inevitabilmente una corsa competitiva. Murillo guarda all’hacking come a un prisma: in esso si riflettono le tensioni tra libertà e controllo, tra sperimentazione e disciplina, tra cooperazione e appropriazione. Il punto non è celebrare i “geni del codice” né demonizzarli, ma ricostruire come, in luoghi concreti e reti transnazionali, si provi a reimmaginare il rapporto tra competenza tecnica, vita collettiva e responsabilità sociale.


