Pubblicato nel 2026 da Cambridge University Press, Constructing Economic Nationalisms in Brazil and India di Jason Jackson affronta una questione centrale della politica economica contemporanea: perché società che si trovano davanti a problemi economici comparabili possono elaborare risposte profondamente differenti, pur condividendo obiettivi apparentemente simili di sviluppo, modernizzazione e autonomia nazionale? Il problema assume particolare rilievo quando riguarda il rapporto tra uno Stato e il capitale straniero, perché le decisioni sull’ingresso delle imprese multinazionali non dipendono soltanto da valutazioni quantitative su investimenti, tecnologia, occupazione o disponibilità di valuta estera. Esse chiamano in causa anche il modo in cui una comunità politica interpreta la propria storia, definisce gli interessi nazionali e attribuisce significati diversi alla presenza economica straniera. Il libro parte proprio dall’insufficienza della nozione corrente di «nazionalismo economico», spesso utilizzata come sinonimo di protezionismo o di ostilità verso i mercati internazionali. Jackson mostra invece che il carattere nazionale di una politica economica non permette di prevederne automaticamente il contenuto: il nazionalismo può giustificare la chiusura verso il capitale straniero, ma può anche legittimarne l’ingresso quando questo viene considerato funzionale al rafforzamento della nazione. Il punto decisivo diventa allora comprendere come si costruisca storicamente ciò che una società considera «nazionale», quali esperienze rendano alcune attività economiche particolarmente sensibili alla sovranità e perché determinati attori stranieri siano percepiti come collaboratori dello sviluppo mentre altri vengono rappresentati come strumenti di subordinazione. Il confronto tra Brasile e India consente all’autore di affrontare questi interrogativi evitando una spiegazione fondata semplicemente sulle ideologie dichiarate dei governi: l’India associata al socialismo e il Brasile segnato anche da esperienze autoritarie non costituiscono categorie sufficienti a spiegare le rispettive scelte. Ciò che interessa Jackson è il processo attraverso il quale interessi economici, idee sullo sviluppo, memoria del colonialismo, istituzioni e narrazioni nazionali interagiscono nella formazione delle preferenze politiche. Il volume propone così di considerare il nazionalismo economico non come una disposizione uniforme e già data, ma come una costruzione storica il cui contenuto deve essere ricostruito empiricamente. È questa prospettiva a rendere il libro rilevante anche oltre i due casi studiati: comprendere come una società stabilisca quali attività debbano essere controllate da attori nazionali significa interrogarsi sui fondamenti stessi della sovranità economica, sulle condizioni politiche dello sviluppo e sul rapporto sempre problematico tra apertura internazionale e autonomia nazionale.
“Constructing Economic Nationalisms in Brazil and India” + Jason Jackson (Cambridge University Press, 2026)



