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Crisi del lusso e stratificazione sociale

mag 07, 2026
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China Luxury Market: consumer habits and future trends - Intarget

Tra il 13 e il 15 aprile 2026, i tre principali gruppi del lusso mondiale hanno pubblicato i risultati del primo trimestre. LVMH ha registrato un calo del fatturato consolidato del 6%, con la divisione Fashion & Leather Goods — l’epicentro storico della propria crescita — in contrazione del 2% su base organica e del 9% su base reported. Kering ha visto il fatturato di Gucci scendere del 14% reported e dell’8% comparable, in un trimestre che l’analista Luca Solca di Bernstein ha definito “reality check” del difficile turnaround del marchio guidato dal CEO Luca de Meo. Hermès, considerata la pietra di paragone della resilienza del settore, ha registrato una crescita organica del 6% — al di sotto del consenso degli analisti che si attendeva il 7,1% (consenso Jefferies / Visible Alpha) — e ha visto il proprio titolo cadere dell'8,2% in una sola seduta, una delle peggiori performance giornaliere degli ultimi anni. Eppure, una lettura più attenta dei dati rivela che la crisi non è uniforme. Il segmento di altissima fascia tiene; quello accessibile è in pressione strutturale; e i consumatori che storicamente hanno sostenuto la crescita del settore — gli aspirazionali del ceto medio — stanno semplicemente uscendo dal mercato. È un dato che merita di essere isolato dal rumore del dibattito di settore, perché racconta qualcosa che va molto oltre la performance trimestrale di alcune aziende.



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