Il 25 settembre 2026 la National Science Foundation statunitense ha annunciato l’apertura al pubblico dell’Open Knowledge Network, un’infrastruttura che collega 43 grafi di conoscenza e contiene, secondo l’agenzia, decine di miliardi di informazioni strutturate relative a salute, ambiente, industria, sicurezza e altri settori. Il programma era stato avviato nel 2023 con 26,7 milioni di dollari e diciotto gruppi di ricerca; successivamente si sono aggiunti altri soggetti pubblici e privati. Pochi giorni dopo, il 6 ottobre, la Commissione europea ha destinato 65 milioni di euro alla continuità di importanti infrastrutture informative delle scienze biologiche, riconoscendo che il mantenimento delle conoscenze accumulate richiede investimenti permanenti. Le due iniziative affrontano problemi differenti, ma segnalano una trasformazione comune. L’informazione scientifica non viene più considerata soltanto come un insieme di pubblicazioni e archivi da consultare separatamente. Diventa progressivamente una infrastruttura di relazioni attraverso cui ricercatori, organizzazioni e sistemi informatici possono individuare dati pertinenti, combinarli e utilizzarli per affrontare problemi. La questione è quali condizioni permettano di trasformare una connessione fra informazioni in conoscenza sufficientemente affidabile da sostenere una decisione.
Dai documenti ai grafi di conoscenza: come collegare dati dispersi per risolvere problemi reali
I grafi di conoscenza collegano dati di fonti diverse, ma per usarli nelle decisioni occorre verificarne attendibilità e pertinenza
Continua a leggere con una prova gratuita di 7 giorni
Iscriviti a Stroncature per continuare a leggere questo post e ottenere 7 giorni di accesso gratuito agli archivi completi dei post.


