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“Dancing on Bones: History and Power in China, Russia and North Korea” Katie Stallard (Oxford University Press, 2022)

gen 25, 2026
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In Dancing on Bones. History and Power in China, Russia, and North Korea (Oxford University Press, 2022) Katie Stallard mette a fuoco un problema che riguarda non solo la politica di tre regimi autoritari, ma anche il modo in cui le società contemporanee costruiscono “senso” intorno a traumi collettivi: la storia non come ricostruzione del passato, bensì come infrastruttura di legittimazione, disciplina e mobilitazione. Il punto di partenza non è una teoria astratta, ma un’intuizione maturata sul terreno: quando il conflitto entra nella vita quotidiana, la narrazione del passato diventa un’arma che orienta paure, scelte e fedeltà. In questa prospettiva, la memoria pubblica non è un deposito neutro di ricordi; è un campo di forze in cui simboli, anniversari, musei, libri di scuola, processi e leggi disegnano i confini del dicibile e del pensabile. Il libro invita a chiedersi perché, in certe congiunture, il potere preferisca investire nel racconto della guerra e della sofferenza piuttosto che nel governo dei problemi materiali; e soprattutto come la produzione di un passato “utile” possa trasformarsi in un meccanismo stabile di dominio, capace di sopravvivere ai cicli economici, ai cambi generazionali e perfino alle crisi di legittimità. L’orizzonte implicito è globale: quando un leader definisce il presente come ripetizione di un’aggressione storica, il compromesso diventa tradimento e la prudenza diventa debolezza; da qui l’attualità politica di una storia della memoria.

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