“Dancing on Bones: History and Power in China, Russia and North Korea” Katie Stallard (Oxford University Press, 2022)
In Dancing on Bones. History and Power in China, Russia, and North Korea (Oxford University Press, 2022) Katie Stallard mette a fuoco un problema che riguarda non solo la politica di tre regimi autoritari, ma anche il modo in cui le società contemporanee costruiscono “senso” intorno a traumi collettivi: la storia non come ricostruzione del passato, bensì come infrastruttura di legittimazione, disciplina e mobilitazione. Il punto di partenza non è una teoria astratta, ma un’intuizione maturata sul terreno: quando il conflitto entra nella vita quotidiana, la narrazione del passato diventa un’arma che orienta paure, scelte e fedeltà. In questa prospettiva, la memoria pubblica non è un deposito neutro di ricordi; è un campo di forze in cui simboli, anniversari, musei, libri di scuola, processi e leggi disegnano i confini del dicibile e del pensabile. Il libro invita a chiedersi perché, in certe congiunture, il potere preferisca investire nel racconto della guerra e della sofferenza piuttosto che nel governo dei problemi materiali; e soprattutto come la produzione di un passato “utile” possa trasformarsi in un meccanismo stabile di dominio, capace di sopravvivere ai cicli economici, ai cambi generazionali e perfino alle crisi di legittimità. L’orizzonte implicito è globale: quando un leader definisce il presente come ripetizione di un’aggressione storica, il compromesso diventa tradimento e la prudenza diventa debolezza; da qui l’attualità politica di una storia della memoria.


