“Data Grab: The New Colonialism of Big Tech and How to Fight Back” Ulises A. Mejias, Nick Couldry (The University of Chicago Press, 2024)
In Data Grab. The New Colonialism of Big Tech and How to Fight Back (The University of Chicago Press, 2024), Ulises A. Mejias e Nick Couldry propongono di guardare all’economia digitale con una lente che, di solito, riserviamo alla storia politica e imperiale: la lente del colonialismo. Non si tratta di una metafora ornamentale, ma di un tentativo di nominare un cambiamento materiale e sistemico: l’estrazione continua di dati dalle vite umane come nuova forma di appropriazione di risorse, capace di ridefinire potere, ricchezza, lavoro e conoscenza. Il libro chiede di prendere sul serio l’idea che la “normalità” tecnologica – app, piattaforme, intelligenza artificiale, dispositivi “smart”, infrastrutture cloud – non sia un semplice insieme di strumenti neutrali, bensì un ordine sociale che organizza la vita in funzione della cattura e della trasformazione di tracce quotidiane in valore economico e capacità di controllo. Da qui discendono interrogativi che attraversano l’intero impianto: chi decide le regole di questo ordine? quali forme di consenso lo legittimano? quali diseguaglianze eredita e quali nuove diseguaglianze produce? e soprattutto: che cosa perdiamo, come individui e come società, quando l’intimità delle pratiche ordinarie diventa “materia prima” per decisioni automatizzate e profitti concentrati? La posta in gioco, per gli autori, non è soltanto la privacy, ma la possibilità stessa di governare collettivamente il modo in cui viviamo, lavoriamo, apprendiamo e attribuiamo significato al mondo.


