"Democracy, Liberty, and Judicial Review" by Alexander Kaufman (Cambridge University Press, 2026)
Democracy, Liberty, and Judicial Review di Alexander Kaufman, pubblicato da Cambridge University Press nel 2026, interviene su una questione centrale della teoria democratica contemporanea: il rapporto tra decisione della maggioranza, tutela delle libertà fondamentali e ruolo dei giudici costituzionali. Il libro nasce da una difficoltà evidente, che l’autore non elude: difendere il judicial review in un momento in cui molte decisioni recenti della Corte Suprema degli Stati Uniti sembrano confermare i timori dei suoi critici, cioè l’idea che un organo non eletto possa sostituirsi impropriamente alle istituzioni rappresentative. Kaufman assume questa obiezione nella sua forma più seria, senza liquidarla come un semplice argomento politico contingente. La domanda che attraversa l’opera è più profonda: che cosa significa davvero democrazia? Significa solo che la volontà della maggioranza deve prevalere, oppure significa anche che nessuna maggioranza può legittimamente distruggere le condizioni che rendono possibile l’autogoverno di cittadini liberi ed eguali? Il libro merita attenzione perché sposta il problema dal terreno, spesso semplificato, del conflitto tra giudici e legislatori a quello della legittimità democratica stessa. Kaufman non difende i tribunali perché sarebbero sempre più saggi o più giusti delle assemblee elettive; difende piuttosto l’idea che una democrazia, per essere tale, debba proteggere stabilmente alcune libertà senza le quali la partecipazione politica diventa solo formale. In questa prospettiva, la revisione giudiziaria non appare come un corpo estraneo alla democrazia, ma come uno degli strumenti attraverso cui la democrazia impedisce a se stessa di degenerare in dominio della maggioranza. Fonte esclusiva: testo allegato.


