“Democratic Elitism: The Founding Myth of American Political Science” Natasha Piano (Harvard University Press, 2025)
Nel dibattito contemporaneo la parola “democrazia” sembra oscillare tra due estremi: da un lato un criterio tecnico, quasi minimale, che la identifica con elezioni libere e competitive; dall’altro un’idea più esigente, che pretende rappresentatività, controllo dei governanti, uguaglianza di condizioni, partecipazione effettiva e capacità di limitare il potere economico. Democratic Elitism. The Founding Myth of American Political Science di Natasha Piano (Harvard University Press, 2025) interviene proprio in questo punto di frizione, sostenendo che molte crisi odierne—disillusione elettorale, cattura plutocratica, ascesa di leader demagogici—non siano incidenti isolati, ma effetti prevedibili di un modo di pensare la democrazia che ha avuto enorme successo nel Novecento. Il libro chiede al lettore di sospendere per un momento l’ovvietà della definizione “democrazia = elezioni” e di domandarsi se, così facendo, non abbiamo finito per indebolire sia la democrazia sia le elezioni stesse, caricandole di aspettative che non possono mantenere.


