“Do the Humanities Create Knowledge?” Chris Haufe (Cambridge University Press, 2023)
In un’epoca in cui “sapere” viene spesso identificato, quasi automaticamente, con ciò che è misurabile, sperimentabile e traducibile in procedure standard, Do the Humanities Create Knowledge? (Cambridge University Press, 2023) di Chris Haufe prova a riaprire una domanda che molti considerano già chiusa: che cosa conta davvero come conoscenza, e perché. Il libro prende le mosse da un disagio culturale molto concreto: la sensazione, diffusa in ambienti accademici e non solo, che le scienze naturali abbiano un primato epistemico esclusivo e che le discipline umanistiche, per quanto preziose o “formative”, non producano risultati comparabili. Haufe non risponde con una difesa retorica delle humanities, né con l’idea consolatoria di “altri modi di conoscere” lasciati volutamente vaghi. Prova invece a ricostruire la grammatica implicita con cui giudichiamo ciò che merita il titolo di conoscenza e a mostrare che quella grammatica, se presa sul serio, non esclude affatto le humanities. L’ambizione, sin dall’inizio, è doppia: mettere in discussione le semplificazioni con cui raccontiamo la scienza e, allo stesso tempo, rendere più visibile la struttura epistemica del lavoro umanistico. Il punto non è proclamare un’equivalenza facile tra ambiti diversi, ma capire quali condizioni rendono possibile un sapere condiviso, stabile quanto basta, capace di orientare ulteriori ricerche e di trasformare il modo in cui interpretiamo esperienza e mondo.


