“Empires of Labor. Coercion and the Making of the Modern World” Alessandro Stanziani (Cambridge University Press, 2026)
Empires of Labor. Coercion and the Making of the Modern World, pubblicato da Cambridge University Press nel 2026, affronta una questione decisiva per comprendere la formazione del mondo moderno: il rapporto tra imperi, lavoro e coercizione. Alessandro Stanziani parte da un problema che riguarda insieme la storia economica, la storia sociale e la storia politica: in che modo la costruzione degli imperi moderni ha trasformato il lavoro e, al tempo stesso, è stata resa possibile da forme diverse di dipendenza, obbligo e limitazione della libertà? Il libro merita attenzione perché mette in discussione una distinzione molto radicata, quella tra un Occidente moderno fondato sul lavoro libero, sul contratto e sul capitalismo industriale, e un mondo “arretrato” segnato da servitù, schiavitù e coercizione. La prospettiva dell’autore è diversa: non considera la coercizione come un residuo del passato, destinato a scomparire con l’avanzare del capitalismo, ma come uno degli elementi costitutivi dello sviluppo economico moderno. Il problema non è quindi soltanto stabilire quando e dove siano esistiti servi, schiavi, lavoratori salariati o migranti vincolati da contratti d’ingaggio; la questione più ampia è capire come queste figure siano state prodotte da istituzioni, leggi, mercati e rapporti imperiali. Il libro invita così a rileggere la modernità non come una linea progressiva che conduce dalla dipendenza alla libertà, ma come un campo storico molto più ambiguo, nel quale libertà e coercizione si definiscono reciprocamente. Al centro dell’opera c’è l’idea che gli Stati moderni, le economie capitalistiche e gli imperi non abbiano semplicemente tollerato forme di lavoro non libero, ma le abbiano spesso organizzate, giustificate e rese redditizie.


