“Face à l’obscurantisme woke” AA.VV. (Presses Universitaires de France, 2025)
Nel dibattito contemporaneo sulla vita intellettuale, pochi fenomeni suscitano reazioni tanto immediate quanto le pratiche che, sotto l’etichetta di “woke”, pretendono di ridefinire dall’interno università, cultura e linguaggio. Face à l’obscurantisme woke, volume collettivo pubblicato da Presses Universitaires de France nel 2025, nasce precisamente da questa frizione: non per descrivere un semplice mutamento di sensibilità, ma per interrogare la trasformazione di criteri di verità, legittimità e autorità che attraversa le istituzioni. Il libro porta fin dall’avvio il segno di un contesto conflittuale: l’editore ricostruisce una campagna di stampa che ha colpito l’opera prima dell’uscita, insinuando un sostegno politico “inconfessabile”, e dichiara di avere sospeso la pubblicazione per verificare i fatti, fino a confermare l’assenza di qualunque sovvenzione o aiuto all’edizione. Questo passaggio non è un semplice prologo: introduce l’idea che il terreno stesso della discussione sia ormai instabile, e che anche la produzione di un libro possa diventare oggetto di delegittimazione preventiva. L’intenzione dichiarata, affidata a una direzione editoriale a più voci, è opporre alle “derive del wokismo” un confronto argomentato, mantenendo un pluralismo di sensibilità ma dentro un perimetro democratico e repubblicano: non un pamphlet, dunque, bensì un tentativo di diagnosi che assume come problema centrale il rapporto fra sapere, norme morali e potere simbolico.


