Stroncature

Stroncature

“From Deep Learning to Rational Machines: What the History of Philosophy Can Teach Us about the Future of Artificial Intelligence” Cameron J. Buckner (Oxford University Press, 2024)

feb 16, 2026
∙ A pagamento

Condividi

Nel dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale, il successo del deep learning ha prodotto una curiosa distorsione: più la tecnologia appare potente, più le interpretazioni oscillano tra estremi incompatibili. Da un lato, la narrazione dell’“ascesa inevitabile” verso sistemi onniscienti; dall’altro, la liquidazione dell’intero fenomeno come mera statistica su scala industriale, priva di qualunque parentela con l’intelligenza. Cameron J. Buckner prova a sottrarre la discussione a questa polarizzazione proponendo una via diversa: rilegge le ambizioni e i limiti del deep learning alla luce di un’antica controversia filosofica, quella tra empirismo e razionalismo-nativismo, ma lo fa con l’obiettivo di chiarire che cosa, davvero, stiamo misurando quando parliamo di “progressi” in AI. Il libro, pubblicato da Oxford University Press nel 2024, prende sul serio l’idea che i grandi cambiamenti tecnici non siano mai neutrali sul piano concettuale: cambiano il modo in cui descriviamo la mente, ridefiniscono le analogie disponibili, spostano le domande rilevanti. Il punto di partenza, quindi, non è un inventario di risultati, ma un interrogativo più profondo: che cosa insegna la storia delle idee quando una tecnica sembra replicare, almeno in parte, abilità che avevamo considerato distintive della razionalità umana?

Questo post è per abbonati a pagamento.

Già abbonato a pagamento? Accedi
© 2026 Stroncature · Privacy ∙ Condizioni ∙ Notifica di raccolta
Inizia il tuo SubstackScarica l'app
Substack è la casa della grande cultura