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“Geoeconomics of the Israel–Palestine Conflict: Governance, Global Trade, and Regional Dynamics” Rajesh Kumar, Debasis Neogi, Prasoon M. Tripathi e Dayanand Pandey (Routledge, 2026).

lug 17, 2026
∙ A pagamento

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Pubblicato da Routledge nel 2026 e curato da Rajesh Kumar, Debasis Neogi, Prasoon M. Tripathi e Dayanand Pandey, Geoeconomics of the Israel–Palestine Conflict: Governance, Global Trade, and Regional Dynamics affronta una questione che tende spesso a rimanere sullo sfondo delle analisi politiche e militari: il modo in cui un conflitto territoriale prolungato modifica le condizioni materiali dello sviluppo, altera il funzionamento delle istituzioni e produce conseguenze economiche ben oltre l’area direttamente coinvolta. La rilevanza del volume deriva anzitutto dalla scelta di non considerare l’economia come un settore separato dalla guerra, destinato semplicemente a registrarne i danni, ma come uno degli spazi nei quali il conflitto si forma, si riproduce e acquista durata. La capacità di controllare il territorio, le frontiere, l’acqua, il lavoro, le infrastrutture e le rotte commerciali determina infatti opportunità profondamente diseguali e condiziona la possibilità stessa di costruire istituzioni autonome. Il libro invita così a interrogarsi non soltanto sui costi immediati delle operazioni militari, ma sulle trasformazioni più lente che esse producono: l’erosione della fiducia, la riduzione degli investimenti, la dipendenza dagli aiuti, la precarietà dei bilanci pubblici e la progressiva subordinazione delle scelte economiche alle esigenze della sicurezza. Al tempo stesso, il conflitto viene inserito in una regione attraversata da interessi energetici, alleanze internazionali, rivalità tra potenze e corridoi logistici fondamentali per il commercio mondiale. Ciò che accade tra Israele e Palestina non rimane quindi confinato entro due economie o due territori, ma può ripercuotersi sui prezzi dell’energia, sulle catene di approvvigionamento, sulla stabilità finanziaria e sulle strategie diplomatiche di paesi molto lontani. L’opera apre pertanto una domanda di fondo: fino a che punto è possibile affrontare un conflitto di questa natura senza comprendere le strutture economiche e istituzionali che ne amplificano gli effetti e, in molti casi, contribuiscono a renderlo persistente?

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