“Global Marxism. Decolonisation and Revolutionary Politics” Simin Fadaee (Manchester University Press, 2024)
Il libro di Simin Fadaee, Global Marxism. Decolonisation and Revolutionary Politics, pubblicato da Manchester University Press nel 2024, affronta una questione che negli ultimi decenni è diventata quasi un luogo comune: l’idea che il marxismo sia irrimediabilmente eurocentrico e dunque inadatto a leggere, e soprattutto a trasformare, le realtà storiche del Sud globale. L’autrice rovescia l’impostazione del dibattito: invece di chiedersi se il marxismo “valga” fuori dall’Europa, ricostruisce come, nel Novecento, esso sia stato assunto, tradotto, modificato e reinventato proprio nei contesti coloniali e postcoloniali, diventando lingua politica e strumento di organizzazione di grandi processi rivoluzionari. Il punto non è difendere Marx come autorità, ma mostrare che esiste una tradizione vivente, fatta di appropriazioni creative, che ha sostenuto movimenti di liberazione nazionale e progetti di trasformazione sociale. In questa prospettiva, parlare di “global Marxism” significa descrivere un marxismo che non è un pacchetto dottrinario esportato, bensì una metodologia capace di cambiare forma senza perdere la propria ossatura critica: l’analisi del capitalismo come sistema globale di sfruttamento e dominio, e la domanda su come rovesciarlo in nome di un’alternativa praticabile.


