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“Goodbye Globalization. The Return of a Divided World” Elisabeth Braw (Yale University Press, 2024)

feb 18, 2026
∙ A pagamento

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In Goodbye Globalization. The Return of a Divided World (Yale University Press, 2024) Elisabeth Braw prende le mosse da un episodio simbolico: le perdite e poi il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Baltico, che per anni avevano incarnato l’idea che l’interdipendenza economica potesse “addomesticare” la politica di potenza. La scena iniziale non serve solo a introdurre un’infrastruttura energetica: serve a mettere a fuoco un paradosso. Per decenni, una parte importante delle élite politiche e imprenditoriali occidentali ha creduto che legare economie, imprese e catene di fornitura avrebbe reso la guerra irrazionale, perché troppo costosa per tutti. Braw mostra invece come quella fiducia abbia trasformato la dipendenza reciproca in vulnerabilità: un legame può diventare leva, un investimento può diventare ricatto, una rete di scambi può diventare un fronte. Il libro, dichiaratamente scritto da una prospettiva occidentale, non racconta la globalizzazione come un processo astratto, ma come una successione di scelte e incentivi che sembravano ragionevoli nel momento in cui venivano presi, e che col tempo hanno prodotto conseguenze inattese: disuguaglianze politicamente esplosive, competizione sleale, erosione del consenso interno, ritorno dell’aggressività autoritaria. Il punto di fondo è che la globalizzazione non è soltanto una questione di prezzi più bassi e crescita: è una costruzione di fiducia, e quando quella fiducia si rompe il sistema si frammenta in blocchi, con effetti economici ma anche strategici.

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