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"Hayek’s Bastards: Race, Gold, IQ, and the Capitalism of the Far Right" Quinn Slobodian (Zone Books, 2025)

feb 25, 2026
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In Hayek’s Bastards: Race, Gold, IQ, and the Capitalism of the Far Right (Zone Books, 2025) Quinn Slobodian mette a fuoco un problema che negli ultimi decenni ha cambiato pelle senza perdere intensità: come si ricostruisce una giustificazione stabile dell’ineguaglianza quando la vecchia grammatica della tradizione religiosa o della morale “costumistica” non basta più, e quando le rivendicazioni di eguaglianza – civili, sociali, di genere, razziali – si sono già trasformate in istituzioni, diritti, aspettative. Il libro non parte dall’idea che la destra radicale sia semplicemente una reazione emotiva alla globalizzazione, né che il neoliberismo sia un blocco compatto e lineare; parte piuttosto dal nodo teorico e politico di una “nuova fusione” che, dopo la Guerra fredda, prova a fondare il mercato e la gerarchia non sulla fede o sulla consuetudine, ma sulla “natura” e sulle scienze dure o semi-dure: biologia, genetica, psicologia evoluzionista, neuroscienze, psicometria. In questo quadro, la contesa sull’eguaglianza non viene trattata come un conflitto di valori astratti, ma come uno scontro sul terreno delle premesse: se l’eguaglianza è un orizzonte praticabile, o se è una finzione che la scienza è destinata a demolire, lasciando campo libero a una politica della differenza naturalizzata. Slobodian chiama questi esiti “bastardi” perché rivendicano padri nobili – Hayek, Mises e l’universo neoliberale – ma finiscono spesso per tradirne avvertimenti e cautele, soprattutto contro lo “scientismo” e la presunzione di poter dedurre norme politiche da presunte leggi naturali.

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