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“Heidegger on Technology’s Danger and Promise in the Age of AI” Iain D. Thomson (Cambridge University Press & Assessment, 2025

mar 11, 2026
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Nel saggio Heidegger on Technology’s Danger and Promise in the Age of AI (Cambridge University Press & Assessment, 2025), Iain D. Thomson prende sul serio una domanda che oggi sembra inevitabile: in che modo la tecnologia sta trasformando noi e i nostri mondi, e che cosa potremmo – o dovremmo – fare di fronte a questa trasformazione? Il libro non affronta il tema come una cronaca dell’innovazione né come un repertorio di paure o entusiasmi: lo tratta come un problema filosofico di primo ordine, perché la tecnologia non cambia solo ciò che possiamo fare, ma anche il modo in cui comprendiamo che cosa sia reale, che cosa conti, che cosa significhi vivere una vita umana sensata. Thomson assume Heidegger come guida proprio perché, già nel pieno dell’età atomica, Heidegger aveva intuito che il nodo non riguarda i singoli dispositivi, ma l’orizzonte di intelligibilità che essi inaugurano e consolidano. L’interrogativo, allora, non è soltanto se una certa tecnologia sia “buona” o “cattiva”, ma quale forma di mondo – quale luce, quale misura, quale idea dell’umano – essa tenda a far prevalere. In questo senso, parlare oggi di intelligenza artificiale non significa solo discutere di strumenti potenti: significa chiedersi che cosa stia diventando “pensare”, quale rapporto con il futuro stiamo costruendo, e se la nostra epoca sappia ancora riconoscere la differenza fra calcolo e comprensione, fra controllo e libertà.

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