“How Time Passes” Thomas Sattig (Oxford University Press, 2025)
In “How Time Passes”, Thomas Sattig (Oxford University Press, 2025) prende di petto un fatto che, nella vita ordinaria, sembra quasi troppo ovvio per meritare discussione: il tempo “passa”, mentre lo spazio non “passa”. Eppure, quando si prova a dire in che cosa consista esattamente questo passaggio, le intuizioni più familiari si rivelano instabili: si confonde il passare del tempo con la direzione temporale, con il cambiamento degli oggetti, con la nostra maniera di parlare e persino con ciò che la fisica ci consente di assumere. Il libro merita attenzione perché non si limita a raccogliere una disputa già nota: cerca di fissare con precisione che cosa, nella nostra immagine pre-teorica del mondo, stiamo davvero indicando quando parliamo di “dis/apparizione” degli eventi e degli stati, e perché questa differenza fra tempo e spazio mette in moto, insieme, problemi metafisici e problemi sulla struttura dell’esperienza. Il punto di partenza è volutamente semplice, ma l’obiettivo è ambizioso: capire se la “dinamicità” appartenga al mondo, alla mente, o a una relazione più sottile fra i due.


