"Humans of AI: Understanding the People Behind the Machines", Joseph Wilson (Aevo UTP, 2025)
Pubblicato nel 2025 da Aevo UTP, marchio della University of Toronto Press, Humans of AI: Understanding the People Behind the Machines affronta l’intelligenza artificiale partendo da una domanda meno consueta di quelle che dominano il dibattito pubblico: non tanto che cosa sia l’IA, quanto chi la renda possibile. Joseph Wilson sposta così l’attenzione dalle prestazioni apparentemente autonome delle macchine alle persone, alle istituzioni e alle forme di lavoro che ne costituiscono l’infrastruttura reale. La questione è rilevante perché l’intelligenza artificiale viene spesso presentata come una forza impersonale, inevitabile e quasi naturale, mentre è il risultato di decisioni umane compiute in circostanze storiche determinate. Dietro un testo generato, un’immagine sintetica o un sistema di riconoscimento si trovano concezioni dell’intelligenza, modelli economici, gerarchie professionali e scelte relative a quali lingue, conoscenze e comportamenti debbano essere rappresentati. L’autore osserva questo mondo attraverso l’antropologia socioculturale e linguistica, sulla base di un’attività sul campo condotta dal 2021 al 2024 in laboratori, imprese, conferenze e progetti di ricerca open source. Il suo sguardo permette di rendere visibili pratiche che l’immagine pubblica dell’IA tende a cancellare: il lavoro quotidiano degli sviluppatori, le mediazioni tra gruppi professionali, le operazioni di classificazione dei dati e le credenze che orientano la ricerca. Il libro invita pertanto a interrogarsi su ciò che viene nascosto quando una tecnologia è descritta come intelligente. Se i sistemi artificiali appaiono umani perché producono linguaggio, immagini e decisioni, occorre domandarsi quali esseri umani abbiano fornito i materiali, le categorie e i criteri di valutazione da cui quelle capacità dipendono. L’IA diviene così uno spazio nel quale la società proietta speranze, paure e idee sulla natura umana, ma anche uno strumento attraverso cui interessi economici e rapporti di potere possono essere presentati come semplici effetti del progresso tecnico.


