"Hygiene in World History", Peter N. Stearns (Routledge, 2026).
Pubblicato nel 2026 da Routledge, Hygiene in World History di Peter N. Stearns affronta un tema apparentemente quotidiano trasformandolo in uno strumento per comprendere alcune dinamiche fondamentali della storia umana. L’igiene riguarda infatti il rapporto che individui e comunità stabiliscono con il corpo, con l’ambiente e con la malattia, ma anche con ciò che viene percepito come sporco, contaminante, sgradevole o socialmente inaccettabile. Proprio perché molte pratiche contemporanee sembrano naturali – lavarsi le mani, fare il bagno, usare sapone e servizi igienici, eliminare i rifiuti, evitare determinati contatti durante un’epidemia – è facile dimenticare che esse possiedono una storia e che, in epoche e società differenti, la stessa idea di pulizia ha assunto significati molto diversi. Stearns invita quindi a considerare l’igiene non come una successione lineare di miglioramenti tecnici, ma come il risultato mutevole dell’interazione fra conoscenze disponibili, risorse economiche, istituzioni politiche, religioni, norme sociali, emozioni e abitudini apprese. La questione centrale diventa allora più ampia della semplice prevenzione delle malattie: occorre comprendere chi stabilisca che cosa sia pulito, quali comportamenti siano considerati necessari per proteggere la salute e perché alcune società accettino determinate pratiche mentre altre le respingano. In questo campo intervengono inoltre emozioni particolarmente potenti, soprattutto il disgusto e la paura, capaci tanto di favorire comportamenti protettivi quanto di trasformarsi in strumenti di esclusione sociale. La storia dell’igiene consente così di osservare da una prospettiva insolita fenomeni enormi come la formazione delle città, la disuguaglianza sociale, la diffusione delle religioni, l’espansione degli Stati, il colonialismo, l’industrializzazione e la globalizzazione. Il libro merita attenzione soprattutto perché incrina l’idea intuitiva secondo cui la modernità coinciderebbe semplicemente con il passaggio dalla sporcizia alla pulizia: alcune società premoderne possedevano pratiche estremamente sofisticate, mentre la modernizzazione ha prodotto, insieme a straordinari miglioramenti sanitari, coercizioni, discriminazioni e nuovi eccessi. È questa tensione tra salute e controllo, progresso e continuità, universalità dei bisogni e diversità delle risposte a costituire il problema storico che Stearns pone al centro dell’opera.


