La saggistica italiana produce ogni settimana decine di titoli. La maggior parte non compare nelle vetrine promozionali, non entra nelle classifiche, non riceve campagne dedicate. Scompare prima ancora di essere notata.
Il Bollettino dei Libri di Stroncature nasce per colmare questo vuoto. Parte dai dati settimanali dell’Agenzia ISBN, seleziona le novità saggistiche secondo criteri editoriali e disciplinari precisi, e le organizza in aree tematiche chiare. Il risultato è una mappa aggiornata della produzione intellettuale italiana: non un elenco, ma uno strumento di lavoro.
Chi si affida alle segnalazioni occasionali, alle newsletter degli editori o agli algoritmi degli store online lavora inevitabilmente su una porzione ridotta dell’offerta reale. Rischia di non accorgersi dell’uscita di un saggio rilevante, dell’avvio di una nuova collana, del consolidarsi di un filone di ricerca che riguarda da vicino il proprio lavoro o i propri interessi.
La cadenza settimanale del Bollettino garantisce continuità e ordine: consente di pianificare acquisti e attività, di seguire l’evoluzione della saggistica con metodo, di individuare con anticipo autori e temi emergenti. È uno strumento pensato per chi lavora con i libri e con le idee — bibliotecari, ricercatori, docenti, editori, operatori culturali, lettori esigenti — e che non può permettersi di perdere ciò che conta.
Il Bollettino è riservato agli abbonati a Stroncature. Questo numero copre le uscite dal 16 agosto al 5 novembre 2026.
Il monitoraggio del Bollettino copre le uscite annunciate tra la fine dell’estate e l’autunno 2026. Sono circa 11.400 titoli unici, da cui sono stati selezionati 617 volumi di saggistica accademica e culturale, pubblicati da una quarantina di editori di riferimento e dalle University Press italiane. Ne emerge un’editoria scientifica che risponde in fretta all’attualità senza rinunciare al lavoro di lungo periodo. Il tema più trasversale è l’intelligenza artificiale, trattata non come questione tecnica ma come problema antropologico, politico ed economico (Quintarelli e Abirascid, Della Ratta, Signorelli, Chittaro e Riva, Lawrence, Bassan, Aresu). La domanda che ritorna è che cosa resti di umano, di democratico e di sovrano nell’epoca degli algoritmi. Accanto a questa si impone il “disordine mondiale”: la fine dell’ordine liberale, la competizione tra Stati Uniti e Cina, il ritorno della geoeconomia e della sicurezza economica. Ne scrivono Milanovic, Gomart, Massari, Campanella e Dassù, Pitruzzella e Sodano, oltre a Napolitano sul golden power e a Fulda sullo scenario di un attacco cinese.
Tre questioni meritano particolare attenzione. La prima è la crisi della democrazia e l’ascesa delle nuove destre. È letta sul piano teorico (Urbinati, Canfora, Chamayou, Sabel) e su quello dell’inchiesta politica (Klein e Taylor, Mottola, Petroni), con un’attenzione costituzionale significativa alla governabilità e alle riforme (Bin, Barbera, Ignazi). La seconda è il Medio Oriente: Israele, Gaza e il sionismo ricorrono in un numero molto alto di titoli, sia storiografici (Sznajder, Greilsammer, Bartov) sia di testimonianza (Jabr, Caferri, Tomà Berlanda e Boano). La terza è la memoria della violenza del Novecento: stragi nazifasciste, Shoah, Brigate Rosse, sequestri e stragi di Stato (Arrighi, Franzinelli, Osti Guerrazzi, Valbousquet, Foot, Tobagi, Montalbano). A questa si affianca un forte ritorno della storia medievale del Mezzogiorno, con la serie laterziana sugli Altavilla. Il quadro si completa con altri tre filoni: la fragilità degli adolescenti e la crisi della scuola (Lancini, Marzano, Granata, Dionigi); la transizione ecologica e il ritorno del nucleare (Cotugno, Charbonnier, Rispoli e Candela, Testa e Zollino, Beccarello); un’ampia ripubblicazione di classici del pensiero (Foucault, Popper, Weber, Bergson, Kanizsa, Dorfles), segno che gli editori puntano sul catalogo come risorsa per la didattica universitaria.


